Benessere animale, ora tocca ai conigli

conigli 2 Prima gli avicoli, nel 1988, poi i vitelli e i suini, dieci anni fa. Fra poco toccherà ai conigli fare i conti con le normative europee in tema di benessere animale. Non è una novità. Da molti anni anche per il settore cunicolo si sono moltiplicati gli studi e le proposte sulle caratteristiche che gli allevamenti, e in particolare le gabbie, dovrebbero possedere per garantire agli animali un adeguato benessere. Anche l’Efsa nel 2005 ha definito alcuni parametri ai quali gli allevatori sono invitati a fare riferimento nel predisporre le attrezzature per l’allevamento e nel management aziendale. Nulla di obbligatorio, ma è solo questione di tempo, forse poco, prima che il legislatore europeo metta mano anche a questa materia.
Per giocare d’anticipo, ed evitare che vengano prese misure inutilmente vessatorie per gli allevatori e di scarsa utilità per gli animali, i produttori cunicoli e le loro associazioni hanno stimolato le ricerche su questo argomento e hanno organizzato incontri per delineare le proposte, su rigorose basi scientifiche, alle quali il legislatore può fare riferimento nello stabilire i futuri vincoli ai quali si dovranno sottomettere gli allevamenti. Ultima in ordine di tempo è la riunione del Copa Cogeca per stilare il progetto di raccomandazioni sul benessere animale che nasce dalle proposte formulate nella riunione del 10 novembre, alla quale hanno partecipato tutti i Paesi della Ue interessati all’allevamento del coniglio (Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Repubblica Ceka).
Le principali raccomandazioni riguardano le misure delle gabbie che nel caso dei soggetti da rimonta dovranno avere una diagonale minima di 65 centimetri ed una superficie non inferiore a 2000 centimetri quadrati. Questa stessa gabbia deve però soddisfare anche le esigenze di ingrasso ed offrire una superficie pavimento tale da non superare i 40 kg (peso vivo degli animali a fine ciclo) per metro quadrato. Altro parametro, non meno importante, è quello dell’altezza delle gabbie, che deve essere come minimo di 25 centimetri, ma che può salire a 40 o 60 centimetri in funzione della destinazione della gabbia. Per la gabbia dei conigli maschi è stata proposta una superficie minima di 2500 centimetri quadrati, mentre per i nidi destinati ad accogliere i coniglietti sino allo svezzamento le misure suggerite sono quelle standard, condivise anche da Efsa: superficie di 800 centimetri quadrati, altezza di 25 centimetri e lato corto non inferiore ai 21 centimetri. Non poteva mancare infine un riferimento agli accessori destinati a migliorare le condizioni di vita degli animali tra i quali ad esempio, l’introduzione di parti in legno sui quali gli animali possano “sfogare” la loro naturale tendenza a rosicchiare. La presenza di questi oggetti però non è obbligatoria e la decisione spetta al veterinario.
Gli allevatori si sono detti d’accordo su tutti questi parametri ma hanno anche proposto che, quando la parola passerà al legislatore, siano previsti tempi adeguati, dai 10 ai 20 anni, per mettere in regola gli allevamenti.
Le osservazioni del tavolo cunicolo saranno ora esaminate dal Comitato Permanente di Strasburgo, la cui prossima riunione è fissata per il 5 dicembre. Intanto la “sensazione” diffusa, dopo dieci anni di discussioni, è che il tema del benessere dei conigli in allevamento stia per giungere alle battute finali. Meglio tenersi pronti (servizio di Angelo Gamberini -Agronotizie)
http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/benessere-animale-ora-tocca-ai-conigli-08458.cfm.

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