Benzina: Cia, rincari fino a 5.000 euro per le aziende agricole


Il ‘caro-petrolio’ rischia di infliggere un colpo durissimo all’agricoltura italiana. L’aumento dei costi di produzione e il rialzo delle tariffe energetiche dovute ai rincari del greggio potrebbero rappresentare un mix letale per le imprese del comparto, che pagherebbero un conto salatissimo. Secondo i calcoli della Cia, se le quotazioni del brent restassero in linea con quelle attuali, e in piu’ la Bce confermasse la decisione di rialzare i tassi d’interesse da aprile, l’aggravio complessivo per il settore primario giungerebbe nella media del 2011 a quota 2 miliardi di euro. Cio’ significa – afferma la Confederazione italiana dell’agricoltura – che ogni azienda agricola dovra’ sborsare dai 3 mila ai 5 mila euro in piu’ in un anno solo per gli effetti del ‘boom’ del gasolio. Nel dettaglio – spiega la Cia in una nota – il carburante agricolo, che oggi ha superato un euro al litro, dovrebbe crescere in media d’anno del 20 per cento. Comportando per gli agricoltori una spesa insostenibile, visto che il gasolio e’ ‘re’ nel settore: non solo e’ necessario per il riscaldamento di serre e stalle ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. E si fa indispensabile proprio nei mesi primaverili, visto che da aprile a giugno ci sono le operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Tutte pratiche che richiedono l’impiego di macchinari e, quindi, un grande utilizzo di carburante. Ma gli effetti dei rincari del greggio non si fermano qui, continua la Cia, ma potrebbero incidere anche sul costo dei mangimi (piu’ 25 per cento), dei concimi (piu’ 15 per cento), delle sementi (piu’ 5 per cento) e degli antiparassitari (piu’ 6 per cento). Anche per il lavoro conto terzi le imprese agricole dovrebbero pagare di piu’: l’incremento e’ previsto intorno al 10 per cento. (ANSA).

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