Biberon sicuri: nuove regole europee

L’Europa mette al bando i biberon realizzati con bisfenolo A, sostanza considerata nociva per l’organismo umano e con effetti sullo sviluppo cerebrale dei bambini. Il divieto, gia’ osservato in alcuni paesi, scattera’ a primavera 2011: dal primo marzo cessera’ la produzione, e dal primo giugno sara’ vietata la commercializzazione. L’accordo non e’ stato semplice, ma alla fine hanno prevalso gli studi statistici effettuati gia’ da decenni : il sospetto sul bisfenolo risale addirittura agli anni 30 , quando si parlava di sterilita’ maschile e patologie della sessualita’. , fino ad ipotizzare problemi cardiocircolatori, tumorali ed obesita’. Le grandi aziende italiane si sono comunque gia’ adeguate , e non utilizzano questa sostanza che e’ il principale componente del materiale plastico conosciuto con il nome di policarbonato. Tuttavia esistono ancora in commercio prodotti che lo contengono, anche se una lista dei prodotti realizzati senza Bpa è reperibile sul sito babygreen.it Il bisfenolo A o BPA ( sostanza presente nei contenitori di plastica destinati agli alimenti anche per neonati ) era stata già bandita in Canada, negli Stati Uniti, in Australia e in alcuni paesi europei, a cominciare da Danimarca e Francia poiché secondo le ricerche scientifiche avrebbe un effetto inibitore sulla fertilità e sarebbe causa di numerose patologie nello sviluppo nei feti. E’ classificato come interferente endocrino e si trova anche come ingrediente nelle resine impiegate nel rivestimento interno delle scatolette per alimenti e bibite, dei coperchi in metallo degli omogeneizzati , nei serbatoi domestici dell’acqua potabile e nei tini per il vino. Considerato soprattutto una sostanza estrogenica, ma con possibili effetti sulla tiroide, alcuni studi di laboratorio ed alcuni recenti studi epidemiologici associano un’elevata esposizione al BPA con rischi di abortività e un alterato sviluppo fetale con ricadute a lungo termine sulla salute. L’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare , che finora aveva ritenuto di non dover apportare alcuna revisione al limite di assunzione del bisfenolo A di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, nonostante i dubbi sollevati dalla ricerca, questa estate si e’ invece espressa applicando il divieto rispetto a questo “ormone sintetico” , in grado di imitare gli estrogeni femminili e dunque, di interagire con i sistemi ormonali dell’organismo. Negli Usa i Centers for desease control and prevention hanno trovato bisfenolo nelle urine del 93% delle persone che hanno sottoposto a controlli.
Nei negozi italiani sono già disponibili 11 marche di biberon prive di bisfenolo, come rivela una ricerca del portale Babygreen ,a cominciare da quelli in vetro protetto da una guaina in silicone della Life Factory, ad esempio, adatti all’uso nel forno a microonde e al lavaggio in lavastoviglie o nello sterilizzatore. La Avent (Philips) produce tettarelle, cucchiaini e bottiglie prive di Bpa già da febbraio di quest’anno, perciò sono facilmente reperibili nei negozi. Sono senza bisfenolo anche i biberon Chicco (linee Evolution, Natur glass e Benessere), Mister Baby (linea Mamma Nature), Sitar Happy bimbo (linea Mam) e Tommee Tippee (linea Closer to nature). L’azienda francese Bebé Confort ha rinunciato al bisfenolo nei prodotti della linea Evidence. Mentre la Mebby dispone di una gamma completa di biberon senza bisfenolo A: si può scegliere tra la linea Step 1+2, per i primi giorni e la linea Gentlefeed per il proseguimento. Tra le aziende che si sono convertite del tutto al Bpa free vanno menzionate Medela e Nuby, che ormai producono esclusivamente biberon senza bisfenolo. Infine sono ecologici alcuni biberon della Nuk, che sul suo proprio sito detta alcune precauzioni per scongiurare i rischi, come riscaldare in forno a microonde il latte con un contenitore di vetro o ceramica prima di travasarlo nel biberon; lavare con acqua e sapone le bottiglie di plastica e sostituirle in caso di graffi.

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