2010 nel nome della biodiversità

foresta con lagoDalla Svezia al Kenia, dal Giappone alla Spagna, per tutti e cinque i continenti è l’anno della Biodiversità manifestazione planetaria promossa dall’Unione Mondiale per la conservazione della natura nell’ambito del “Coundown 2010” delle Nazioni Unite, il conto alla rovescia per ridurre la perdita di biodiversità entro quest’anno.
Molte le tappe in programma per questa manifestazione lunga dodici mesi. Ha iniziato l’11 gennaio Berlino, con la cerimonia ufficiale del Capodanno della natura, in Italia l’appuntamento è il 29 gennaio a Bari con Federparchi che, nell’ambito della VI edizione di Mediterre, illustrerà l’importanza dei parchi nella salvaguardia dell’habitat, mentre giugno sarà il mese “clou”. Il 5 infatti si celebra la “Giornata mondiale dell’ambiente” e il 17 quella contro la desertificazionee la siccità.
Tutto il globo è coinvolto, dunque, e da parte sua l’Unione Europea intende elaborare un quadro strategico in materia di biodiversità e presenta quattro possibili obiettivi, con diversi gradi di ambizione per i 27 paesi europei.
Nel 2001 infatti l’UE si era già prefissa di arrestare la perdita di biodiversità nel proprio territorio entro il 2010, ma, nonostante gli sforzi compiuti, vi sono segnali evidenti che questo obiettivo non sarà raggiunto. Molte specie continuano a estinguersi a ritmo allarmante. Oltre un terzo di quelle controllate sono in pericolo di estinzione e si stima che il 60% degli ecosistemi abbiano subito un degrado negli ultimi 50 anni. All’origine di tale perdita ci sono l’attività umana, con il cambiamento della destinazione d’uso dei terreni, lo sfruttamento eccessivo, l’inquinamento e l’introduzione di specie invasive, che portano alla distruzione, alla frammentazione e al degrado degli habitat e delle specie, e anche il cambiamento climatico è un fattore determinante, tale da mettere in pericolo l’approvvigionamento di cibo e acqua. Nel prossimo decennio si potranno, così, a seconda dell’impegno che si vorrà dedicare a questo tema, raggiungere diversi obiettivi, legati all’arresto o comunque al rallentamento in misura significativa del ritmo della perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici nell’UE.
Il commissario europeo per l’ambiente Stavros Dimas ha detto: “Ci impegneremo ancora più a fondo. Nel campo della biodiversità abbiamo bisogno di una nuova visione strategica e nuovi traguardi.” Stabilire una strategia comune permetterà all’Europa di presentarsi in posizione di forza ai prossimi negoziati internazionali sulla biodiversità, che si terranno in autunno a Nagoya, in Giappone dove in dicembre si chuiuderà l’anno della biodiversità e in concomitanza verrà lanciato l’anno Internazionale delle foreste

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