Biologico: Confagri ER, servono controlli mirati e valutazione dei costi

Valutare attentamente la gestione dei controlli, anche verso le importazioni, strumento necessario per garantire il futuro del biologico, affrontare la problematica dei costi alla vendita e di una rete commerciale efficace, da ultimo ma non meno importante, la necessità di un progetto di aggregazione delle imprese bio che nella totale autonomia, possano fare rete e assumere maggiore ruolo e forza sul mercato.
Su queste sollecitazioni, che sono anche proposte concrete, si è soffermato il Presidente della Confagricoltura regionale Guglielmo Garagnani tirando le somme del convegno “Il nuovo BIO, dal Mercato locale al mercato globale” presso l’Aula Magna del palazzo della Regione. Una riflessione che ha toccato molti aspetti e che arriva in un momento importante del settore. “Confagricoltura ha iniziato oggi un percorso e vuole essere di fianco alle imprese dalle quali ci aspettiamo un cammino comune” ha spiegato Garagnani. Il biologico non è più soltanto una tendenza ma come le stesse ricerche confermano, attira sempre di più i consumatori orientati a scelte etiche e rispettosi dell’ambiente. Dunque rappresenta una voce economica e di reddito di assoluto interesse per le imprese agricole. Ma di fronte a una domanda di prodotti biologici in forte crescita, con un +12% in Italia, anche nella nostra regione le superfici coltivate rimangono sostanzialmente stabili e nell’ultimo periodo la forte richiesta non corrisponde un eguale incremento delle aziende agricole e delle superfici convertite al biologico che anzi, in Emilia-Romagna, seppur di poco, registrano una leggera flessione (-2,9%).

Quindi come fare oggi il biologico e con quali regole?
Hanno cercato di rispondere a queste domande autorevoli esperti e imprenditori che con passione e determinazione hanno scelto il biologico nei vari settori: dal vitivinicolo, alla zootecnia e che hanno raccontato le loro esperienze.
Roberta Chiarini, della Regione Emilia Romagna ha illustrato le politiche e gli interventi sul biologico, con un accenno ai finanziamenti concessi al settore nonostante il taglio delle risorse (300 mila euro sono stati investiti per stimolare l’introduzione dei prodotti biologici nelle mense delle scuole in tutte la regione) ribadito anche che in Emilia Romagna il 28% degli agriturismi sono imprese agricole certificate bio e proprio il Bioagriturismo è una delle declinazioni economiche più attuali. Secondo il Presidente Prober Paolo Carnemolla “esiste il problema dei prezzi che vanno adeguati e del valore che i prodotti assumono verso i consumatori così come è necessario rendere efficaci controlli incrociati per una concorrenza leale” Per Luigi Tozzi della Confagricoltura nazionale” Mentre il settore si interroga sul suo futuro a livello politico manca la volontà di strutturare misure efficaci e riposte adeguate. Sul problema delle truffe ad esempio- ha spiegato Tozzi- si confonde la tracciabilità con la congruità. Dobbiamo anche interrogarci su quale sistema di certificazione sia più utile e che dovrebbe avere le caratteristiche di essere integrato, economico e internazionale”. ” La Confagricoltura è presente nel settore biologico in modo moderno- ha ricordato nel suo intervento Paolo Parisini, Presidente della sezione Agricoltura Biologica di Confagricoltura Emilia Romagna- bisogna ora guardare non alle piccole produzioni ma alla domanda che sta crescendo in modo significativo e dare risposte adeguate. Bisogna stimolare gli agricoltori, soprattutto i giovani, a investire nel biologico che è senza dubbio la produzione del futuro. Le quotazioni su alcune materie prime- ha specificato Parisini- stanno tenendo rispetto alle produzioni convenzionali anche questo un segno da non sottovalutare”
I lavori sono stati coordinati dal Direttore della Confagricoltura Emilia Romagna, Guido Zama che ha poi fatto intervenire il pubblico dalla sala. Interessanti gli spunti lanciati e le richieste che mettono in luce anche le difficoltà che incontrano gli imprenditori nelle zone collinari dove l’aumento di ungulati mette a repentaglio intere produzioni. Su questo problema la Confagricoltura attraverso il Presidente Garagnani, ha chiesto interventi che tutelino le imprese con decisioni coraggiose verso una popolazione faunistica ormai senza controllo.

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