Biologico: continua l’ascesa. Dal Sana la fotografia dei consumi


Laureato. Benestante. Residente nel centro o nel nord. Con un bimbo di meno di 12 anni. E’ questo il ritratto del consumatore bio in Italia. Ma ce ne sono tanti altri, perché ad aver acquistato almeno un prodotto biologico negli ultimi dodici mesi è ben un italiano su due. A dirlo è un’indagine dell’Osservatorio Sana curata da Nomisma e presentata all’interno del salone internazionale del bio e naturale in corso alla Fiera di Bologna. ‘I consumi alimentari biologici di fronte alla crisi economica’, questo il titolo del rapporto redatto intervistando 810 responsabili degli acquisti alimentari della famiglia. Di loro, il 53,2% ha dichiarato di aver comprato almeno un prodotto bio. Percentuale che sale al 71% tra i laureati, al 64% tra chi ha un figlio con meno di 12 anni e rispettivamente al 69% e al 64% tra chi ha un reddito superiore ai 3.550 euro e compreso tra i 2401 e i 3550. Naturale che per questo tipo di acquirenti, il prezzo sia meno importante rispetto al totale dei consumatori: la sensibilità a questa variabile è infatti del 26% tra i ‘biologici’ contro il 37% del totale. Altrettanto naturale che proprio il prezzo sia il primo motivo (30,1%) per cui il 46,8% non ha acquistato bio. In molti, se i prezzi fossero più bassi, cambierebbero idea: il 28,2% ha detto che se fosse più economico lo acquisterebbe sicuramente; il 44,1% probabilmente. Di coloro che hanno dichiarato di acquistare prodotti biologici è un consumatore fedele (cioé lo acquista almeno una volta alla settimana) il 64%. Ma cosa hanno in più i prodotti bio, perché si è disposti a spendere fino al 5%, 10% o, in alcuni casi, anche il 20% in più? Sicuramente perché, per il 64,9%, i cibi biologici hanno una qualità più elevata; e soprattutto (71,2%) perché li considerano più sicuri. Ma qual è la top ten dei prodotti bio più consumati? A guidare la classifica la frutta e la verdura fresca, seguite da miele e marmellate, uova, yogurt, olio extravergine d’oliva, formaggi, succhi di frutta, biscotti e carne. Un mercato in crescita dentro a un settore – quello dei consumi alimentari – che soffre. E le prospettive sono buone visto che nel prossimo anno sono più coloro (13%) che pensano di aumentare i consumi bio rispetto a chi (8,1%) pensa di ridurli. E’ quindi destinato verosimilmente a crescere il peso di questo comparto che già oggi vale l’1,3% dei consumi interni domestici, pari a 2 miliardi di euro di vendite. “Questo rapporto – ha detto il presidente di Bolognafiere, Duccio Campagnoli – mostra le opportunità e anche le criticità del comparto. Prima fra tutte la catena, non pienamente sviluppata, tra produzione agricola bio, trasformazione e distribuzione. C’é un imbuto tra il produttore e il trasformatore, e il canale di distribuzione del bio deve essere ancora più brandizzato”.(di Roberto Anselmi – ANSA).

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