Biologico: in E-R aumentano consumi e produttori

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Mentre i consumi di prodotti biologici sono gli unici ad aumentare in un carrello della pesa sempre più in calo, in Emilia Romagna hanno ripreso a crescere anche i produttori biologici che nel 2008 avevano fatto registrare il minimo degli ultimi dieci anni. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna ricordando che nel primo semestre del 2012, a fronte di un calo del 3 per cento dei consumi alimentari, gli acquisti di prodotti biologici sono aumentati del 6,1 per cento, superando il valore di 300 milioni di euro. Contemporaneamente è tornato a crescere il numero dei produttori biologici, che, secondo gli ultimi dati disponibili del Sinab (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), nel 2011 sono stati 3.602, tornando per la prima volta al di sopra delle 3.525 unità del 2008, livello più basso degli ultimi dieci anni.
L’accresciuto interesse per i prodotti biologici – commenta Coldiretti – è anche frutto della decisa svolta dei consumi e della produzione, che a seguito del ripetersi di scandali alimentari (dalla mucca pazza alla mozzarella blu) hanno spinto consumatori e produttori ad orientarsi verso prodotti maggiormente sostenibili e di qualità.
Proprio per rispondere all’aumento dei consumi e degli operatori, è stato costituito a Bologna il “CertoBio” (Consorzio emiliano romagnolo tra operatori biologici), un consorzio che raccoglie gli operatori biologici di tre Consorzi Agrari (Adriatico, dell’Emilia e di Piacenza), del consorzio ortofrutticolo “Fattorie Estensi” e della cooperativa Agripiace di Piacenza. Presidente del nuovo consorzio è stato nominato Giacomo Sala, presidente di Agripiace, cooperativa che in provincia di Piacenza rifornisce mense scolastiche per due milioni di pasti all’anno.
“CertoBio – ha detto Sala – non associa solo aziende agricole, ma tutti gli operatori, dai produttori ai trasformatori ai commercianti di prodotti bio. Il nostro obiettivo, secondo il progetto di Coldiretti, è organizzare una filiera agricola tutta italiana per rifornire mense pubbliche e private e consumatori finali con prodotti provenienti da territori il più possibile vicino al luogo di consumo. Non ci limiteremo solo all’alimentazione umana, ma, grazie alla presenza dei Consorzi Agrari, punteremo a rifornire gli allevamenti con cereali e alimenti zootecnici completamente tracciabili per la produzione di carni biologiche, che in Emilia Romagna vede impegnate oltre 600 aziende zootecniche”.
Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Sinab, dei 3.602 operatori biologici attivi in Emilia Romagna, 2.465 sono aziende agricole, 816 sono preparatori, 10 importatori, 266 produttori/preparatori e 45 produttori/preparatori/importatori. In regione vengono coltivati con il sistema biologico 77.500 ettari, con un’ampia parte rappresentata da colture foraggere (35.000 ettari), prati e pascoli (17.500 ettari) e cereali (11.000 ettari). Gli ortaggi biologici vengono coltivati su 2.146 ettari, la frutta su 2.651 e la vite su 2.292.

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