Birra: da Ue segnale per ridurre le tasse sulla “bionda”

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L’Europa non vuole ‘tartassare’ una delle sue bevande più popolari, la birra: oggi il Comitato Economico e Sociale dell’Ue ha approvato un documento in cui si ribadisce l’esigenza di ridurre il peso fiscale sulla bionda, che andrebbe considerata al pari delle “altre bevande fermentate”. La notizia è stata diffusa da AssoBirra, l’associazione italiana degli industriali di settore, che proprio in questi giorni sta portando avanti una battaglia – Salva la tua birra – per evitare l’aumento delle accise previsto per finanziare il Dl Scuola. L’associazione ha raccolto in dieci giorni oltre 45 mila firme, che questa mattina sono state simbolicamente consegnate al presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Giancarlo Galan, nel corso di un incontro svoltosi alla Camera dei Deputati. Ringraziando l’ex ministro delle Politiche agricole, Assobirra ha voluto così manifestare la propria contrarietà ad una tassa “ingiusta, inefficace e dannosa per tutti. A nostro avviso – ha spiegato il presidente Alberto Frausin – questa tassa finirà solo per penalizzare i 35 milioni di nostri connazionali che bevono birra e gli oltre 150 mila lavoratori del settore che rischiano di essere colpiti dall’inevitabile calo dei consumi che ci aspettiamo dopo questo provvedimento”. Anche noi, ha proseguito, “siamo convinti che settori come l’istruzione e la cultura debbano essere sostenuti con forza, ma quello che chiediamo è di non continuare a trovare le risorse necessarie aumentando ancora la già alta pressione fiscale sulla birra. Già oggi 1 sorso su 3 va al Fisco, in pratica su una birra da 66cl da 1 euro ben 37 centesimi sono di tasse; e con i nuovi aumenti si arriverebbe a un sorso su due”.

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