Birra, ripartono i consumi interni


Nel 2010 il settore birrario italiano ha registrato un’inversione di tendenza, tanto nella produzione (12,8 milioni di ettolitri, +0,3%) quanto nei consumi (28,6 litri pro capite, +2,1%). E nei primi 5 mesi del 2011 venduti 4,7 milioni di ettolitri di birra, +1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una ripresa incoraggiante ma non ancora sufficiente a colmare le perdite del biennio 2008-2009.
Volano le esportazioni a quasi 2 milioni di ettolitri (+161% in 5 anni),1.500 i marchi prodotti e distribuiti nel nostro Paese, per far fronte a un consumo sempre piu’ diversificato e responsabile. Il rapporto annuale 2010 di AssoBirra conferma il dinamismo del Made in Italy birrario, che da’ occupazione a 144mila persone e conta oltre 350 impianti produttivi. Una realta’ capace di riaffermare la propria valenza economica, occupazionale e sociale nel permanere di una situazione difficile, su cui pesano la dinamica al ribasso dei consumi, soprattutto fuori casa e l’impennata delle quotazioni delle materie prime. Nel 2010 prodotti quasi 13 milioni di ettolitri. Italia 10° produttore UE.Dopo due anni particolarmente difficili, il 2010 ha segnato un’inversione di tendenza, tanto nella produzione quanto nei consumi. “Questa piccola ripresa del mercato sembra continuare anche nel 2011, pur con un andamento altalenante che ricalca quello dell’anno passato – commenta Alberto Frausin, neo Presidente di AssoBirra. Secondo le nostre stime, dopo un primo trimestre difficile, tra gennaio e maggio 2011 sono stati venduti quasi 4,7 milioni di ettolitri di birra, +1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.” “Numeri che confermano la capacita’ del settore birrario italiano di reagire a una congiuntura difficile, per non dire sfavorevole, in cui permangono gravi fattori d’incertezza, su tutti la perdurante tensione sui prezzi delle materie prime e l’andamento al rialzo dei costi di produzione in genere, che rischiano di avere un impatto critico rilevante sui conti e sui margini delle aziende.Proseguiremo in questa direzione – conclude Frausin – puntando sulla qualita’ dell’offerta e sulla crescente apertura al mercato mondiale, che mostra di accogliere tale offerta con favore. Alle Istituzioni chiediamo di garantire le condizioni di una competizione libera e corretta con i produttori degli altri Paesi, in modo da poter continuare a svolgere il proprio compito: dare occupazione e contribuire alla ricchezza dell’economia italiana”. Dalla birra made in italy 144mila posti di lavoro, il settore vale 2,55 mld di Euro. (AGI)

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