Blitz Nas in 4 regioni contro cibi scaduti e adulterati

NASOffensiva dei Carabinieri per la tutela della Salute Nas contro gli alimenti scaduti o adulterati destinati a finire sulle tavole degli italiani: diciotto tonnellate di cibi scaduti, in cattive condizioni e privi di tracciabilità sono state sequestrate nell’ambito di una serie di controlli eseguiti in stabilimenti di produzione e vendita alimentare di quattro regioni – Abruzzo, Campania, Piemonte e Puglia – nelle ultime due settimane. Un fenomeno allarmante, avverte Coldiretti, stimando che le frodi nel settore alimentare sono aumentate del 277% dall’inizio della crisi ed i timori a tavola colpiscono ormai ben 2 italiani su 3. Nell’ambito dell’operazione appena conclusa, ad esempio, il Nas di Foggia, in un’industria dolciaria della zona della Capitanata, ha sequestrato dieci tonnellate di materie prime, tra cui farine, margarina e sciroppi, utilizzate per la produzione di coni e cialde per gelati, scaduti anche da sette anni, nonché prodotti dolciari pronti per la vendita, conservati in locali in stato di degrado, con macchinari e attrezzature sporche. All’interno della struttura c’erano volatili ed escrementi sul pavimento. Il titolare, un 52enne, è stato denunciato ed è stata disposta l’immediata sospensione della produzione. Ad Asti, poi, i Carabinieri del Nas di Alessandria hanno scoperto un laboratorio di panificazione che produceva illecitamente per la successiva vendita “pane di Altamura” Dop che, secondo la normativa, può essere prodotto solo ed esclusivamente nel comune di Altamura (Bari) con l’impiego di farine ottenute da speciali varietà di grano duro coltivato nei territori dei comuni della Murgia barese. Ma sono tanti gli esempi di frodi finiti sotto la lente dei Nas. Con la crisi infatti, afferma la Coldiretti sulla base dell’attività svolta dai Nas nei primi nove mesi dal 2008 al 2014, si sono moltiplicate le frodi a tavola con un incremento record del 277% del valore di cibi e bevande sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate. “Le frodi a tavola – sottolinea Coldiretti – si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost e sono crimini particolarmente odiosi perché si fondano sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti”. Secondo la Confederazione nazionale dei coltivatori, “gli ottimi risultati dell’attività di contrasto messa in atto dalla magistratura e da tutte le forze dell’ordine impegnate confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione, a partire dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata”. Intanto, però, i timori aumentano: quasi due italiani su tre (65%), secondo un’indagine Coldiretti/Ixe, oggi hanno infatti paura a tavola perché ritengono che la crisi abbia fatto aumentare i rischi alimentari, mentre ben il 2% dichiara di esserne stato vittima. (ANSA).

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