Bologna: cento orti anticrisi, destinati a famiglie e disoccupati

orto5L’orto come ricetta per combattere la crisi. La nuova scommessa del leader antispreco Andrea Segré parte dal Caab, il centro agroalimentare di Bologna che dirige da circa un anno. Qui, dove Segré vorrebbe costruire insieme al patron di Eataly Oscar Farinetti un megaparco tematico dedicato al cibo, verranno messi a disposizione 108 piccoli orti cittadini, di circa 25 metri quadrati. Una trentina saranno destinati agli studenti della vicina facolta’ di agraria, ”che finalmente potranno prendere una vanga in mano”, settanta invece sono riservati a famiglie in difficoltà economica, giovani under 25, disoccupati e nuclei monoreddito. ”Un’operazione sociale ed economica”, l’ha definita Segrè, tagliando il nastro insieme al sindaco Virginio Merola. ‘100×100 Orti Urbani’ è la seconda grande innovazione del Caab, dopo l’installazione del tetto fotovoltaico più grande d’Italia. Ogni orto costerà un canone annuo di 120 euro e sarà dato in concessione biennale. La stima è una produzione di circa 160/180 chili di ortaggi per un risparmio a famiglia tra i 600 e gli 800 euro. Inoltre, all’interno del Caab, sarà riservato uno spazio di vendita, ma gli stessi agricoltori provetti potranno scambiarsi reciprocamente i propri prodotti. L’idea è stata sviluppata in collaborazione con l’università che assicurerà corsi e assistenza in modo da formare i nuovi ‘orticoltori urbani’. A fianco dei 100 e passa orti, è stata allestita anche un’area di mille metri quadri per attività didattiche e sperimentali a cura dell’Ateneo. Il tutto realizzato con canoni strettamente ambientali: l’acqua necessaria all’irrigazione è quella di bonifica e piovana, le coltivazioni saranno ovviamente biologiche e dagli scarti verrà ricavato compost per la concimazione. ”E’ un segnale forte di apertura alla città, a chi fatica per via della crisi”, indica la via Segrè. Il bando per gli aspiranti agricoltori sarà aperto il 14 settembre e il 30 verranno assegnati i primi orti. Le regole sono ferree: ogni assegnazione è personale e se non si coltiva in maniera continuativa e secondo i parametri indicati nel regolamento, si perde diritto all’appezzamento. Il progetto si inserisce in una città, Bologna, dove gli orti urbani sono una realtà diffusissima da molti anni: ”Per noi non è una novità, ma tradurre la parola ‘bene comune’ in qualcosa di concreto è importante”, ha spiegato Merola. Ad applaudire gli orti anche Michael Hurwitz, direttore dei 46 green market di New York: ”A perfect project”, il suo giudizio. Hurwitz è a Bologna per studiare l’esperienza del Caab e ripeterla negli Stati Uniti: ”Lì non abbiamo niente del genere”, ammette. (ANSA)

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