Bologna e le 20 piazze del Bio

Domenica i Giardini Margherita diventeranno la capitale del biologico in Emilia-Romagna. A partire dalle 10 infatti a piazzale Jacchia, nel cuore del parco pubblico cittadino, si daranno appuntamento produttori biologici e biodinamici provenienti da tutta la regione. L’appuntamento bolognese si svolgerà in contemporanea con altre
19 città italiane e rientra nella manifestazione “Le piazze del Bio” realizzata dal Ministero delle politiche agricole in collaborazione con le Regioni. Gli oltre 40 agricoltori biologici che si ritroveranno a Bologna porteranno il meglio della loro produzione: formaggi, vini, olio, ma anche salumi, frutta e verdura, marmellate, liquori, cosmetici. “Una bella occasione – ha detto oggi l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni presentando l’iniziativa – per trascorrere una giornata in compagnia del biologico e conoscere i suoi valori di salubrità, affidabilità e territorialità”.
In realtà già da tempo i cittadini emiliano-romagnoli mostrano di apprezzare particolarmente il biologico. Lo ha sottolineato lo stesso Rabboni, ricordando che l’Emilia-Romagna secondo l’ultimo rapporto Bio Bank “nel 2009 è al primo posto della classifica nazionale delle regioni più biologiche, conquistando in particolare quattro record, quello delle mense biologiche, delle aziende a vendita diretta, dei siti di e-commerce e dei mercatini bio”. L’Emilia-Romagna è anche prima tra le regioni del nord Italia come numero di aziende agricole o di trasformazione biologiche e a rafforzare il peso del settore sta il fatto che si tratta di aziende mediamente più grandi delle aziende tradizionali con imprenditori più giovani, scolarizzati e professionalizzati, oltre al fatto che in Emilia-Romagna hanno sede alcuni dei più grandi gruppi del comparto anche a livello europeo . “Un settore particolarmente dinamico – ha sottolineato Rabboni cui la Regione dedica una particolare attenzione”.
La forza del biologico emiliano-romagnolo è confermata anche dai dati forniti da Paolo Carnemolla presidente di Prober, l’associazione emiliano-romagnola dei produttori biologici e biodinamici e di Federbio l’associazione nazionale: “se il comparto nazionale vale circa 3 miliardi di euro, di questi circa un terzo sono rappresentanti dal biologico emiliano-romagnolo”. Carnemolla ha ricordato anche l’andamento in controtendenza del settore che “anche nel 2009 ha visto crescere i consumi del 7%, con aumenti addirittura a due cifre nel centro-nord.” Animazioni, degustazioni e un seme per far crescere la propria pianta bio Ai Giardini Margherita tra i diversi stand è previsto anche uno spazio istituzionale in cui si ritroveranno Ministero, Regione e Prober. Qui un animatore coinvolgerà il pubblico in un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’universo bio con degustazioni guidate. Contemporaneamente si terrà una diretta via webcam con le altre 19 piazze bio e una performance teatrale in cui il pubblico sarà protagonista: ogni visitatore potrà seminare la propria pianta e portarla poi a casa per vederla crescere. L’appuntamento sarà anche l’occasione per far conoscere il nuovo logo del biologico voluto dall’Unione europea e obbligatorio – dall’1 luglio 2010 – su tutti i prodotti: la sagoma di una foglia delimitata da 12 stelle su campo verde.

Emilia-Romagna regione più biologica nel 2009
Secondo il rapporto Bio Bank 2010 l’Emilia-Romagna non solo si conferma
anche nel 2009 ai vertici della classifica nazionale delle regioni più
biologiche, insieme a Lombardia e Toscana, ma torna alla guida del
gruppo, conquistando il primo posto in ben quattro settori: mense
biologiche (147 – erano 127 nel 2007), aziende con vendita diretta (359
punti vendita – erano 236 nel 2007), siti di e-commerce (20 – erano 14
nel 2007), mercatini bio (37 – erano 34 nel 2007).

Buone e comunque in crescita le performance emiliano-romagnole anche
negli altri comparti analizzati da Bio Bank. La regione si classifica
infatti al secondo posto per numero di ristoranti biologici (39 – erano
33 nel 2007), terza per agriturismi bio (158 – erano 117 nel 2007),
quarta per negozi (109 – erano 102 nel 2007) quinta per numero di Gas, i
gruppi di acquisto solidali (50 – erano 33 nel 2007).

Il Rapporto Bio Bank 2010 fotografa in particolare la forte espansione
della filiera corta e della vendita diretta non solo in Emilia-Romagna,
ma in tutta la penisola. In Italia infatti i Gas sono 598 (+ 68% in tre
anni), gli spacci presso le aziende agricole 2.176 (+ 32% dal 2007), i
siti per la spesa bio on-line 132 (+25%), i mercatini bio 225 (+10%).
Un successo dovuto ai numerosi vantaggi garantiti da questi canali
commerciali alternativi: la qualità e la freschezza dei prodotti, la
possibilità di un maggiore risparmio per i consumatori, ricavi più
adeguati per i produttori.

La Regione investe sul biologico
Dal 2000 al 2006 con il Piano di sviluppo rurale sono state erogate alle
aziende agricole biologiche emiliano-.romagnole risorse per quasi 155
milioni di euro. Il PSR 2007-2013 oltre a confermare le misure
agroambientali del precedente, ha introdotto nuove misure di cui
potranno beneficiare le aziende bio. I primi dati del Piano di sviluppo
rurale 2007-2013 mostrano inoltre che mediamente le aziende biologiche
ricevono contributi più consistenti delle aziende tradizionali: nei
primi due anni di programmazione infatti il PSR ha erogato a 2.213
aziende biologiche finanziamenti per oltre 26,7 milioni di euro. Cioè il
25,7% delle aziende ha ricevuto a vario titolo il 35,8% del totale
delle risorse erogate.

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