Bologna: il Caab nella bufera, dirigenza sfiduciata

Il Caab, nonostante le potenzialita’, non e’ gestito e non interessa alle istituzioni, che lo vedono piu’ come un problema che un’opportunita’. E’ l’allarme lanciato da Fedagromercati, che ha sottoscritto una mozione di sfiducia verso la dirigenza del centro agroalimentare di Bologna, presidente Alberto Maffei Alberti, e cda, votata all’unanimita’ dalle 23 aziende che vi lavorano, con 1.500 dipendenti. ”Manca totalmente una strategia. Gli operatori sono estromessi dalla pianificazione e le nostre proposte non vengono ascoltate. La struttura e’ utilizzata al 50%”, ha lamentato Valentino Di Pisa, presidente dell’associazione. Il ”peccato originale”, per Fedagromercati, risale al 2005, quando, con Cofferati sindaco, si unificarono Caab Mercati e Caab scpa, holding immobiliare. Questo ha portato, per Di Pisa, ad una situazione in cui ”non c’e’ dialogo tra i soci pubblici e le aziende”. Il richiamo e’ quindi rivolto in primis al Comune di Bologna, che ha l’80% delle quote, mentre le restanti sono cosi’ suddivise: 7,5% alla Camera di Commercio, 6,1 alla Regione, 1,5% alla Provincia, 3,32% alle banche. Le ditte hanno poco piu’ dell’1%. ”Ma questo e’ un settore che fattura 250 milioni all’anno. Il mercato va meglio di altre citta’ del nord Italia”, ha aggiunto. Nel 2008, ad esempio, sono stati 110 mila i quintali medi di merce commercializzzati dalle imprese, quasi il doppio di Milano (66 mila). ”E’ imbarazzante che alle istituzioni bolognesi non interessi. Nell’ultimo bilancio, abbiamo votato contro, perche’ non erano previsti investimenti”. Nella mozione, e’ inserito l’elenco delle ”mancanze”. Nessuna politica di fidelizzazione dei clienti, ne’ azioni promozionali verso nuovi mercati e acquirenti, scarsa attenzione alla gestione amministrativa interna, svuotamento di intere aree, un direttore consulente esterno privo di deleghe e responsabilita’. ”Per sei mesi siamo stati senza bar”. Alcune attivita’, come il mercato ittico e o quello florovivaistico ”non sono mai decollate” E sono 19 (il 21%) le aree non utilizzate, che potrebbero fruttare, e’ stato calcolato, 600 mila euro di ricavi. Ora ”chiediamo – ha concluso Di Pisa – di capire quali sono le intenzioni sulle aree del Caab, per rilanciare la struttura. In caso contrario, siamo pronti ad organizzarci in altre maniere”. (ANSA).

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