Bonifica di Mantova: occorrono 100 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio

Foto Gabriele Arlotti (1) (Large)“Non aumentare il tributo di contribuenza, ma realizzare interventi e grandi opere per la messa in sicurezza dei comprensorio, come a Cesole, Roncocorrente Borgoforte, Travata”. E’ quanto annunciato da Elide Stancari, presidente del Consorzio di Bonifica Territori del Mincio (nato dall’unione dei precedenti Consorzi Fossa di Pozzolo e Sud Ovest Mantova) dopo che in questi giorni il Consiglio consortile, all’unanimità, ha approvato il bilancio di previsione 2015 per un valore complessivo di 10 milioni di euro ed anche il Programma Triennale lavori pubblici 2015 – 2017, che prevede progetti per 102 milioni di euro.
In merito al bilancio “il perdurare della crisi – spiega la presidente Stancari –, anche a fronte di costi per la sicurezza idraulica crescenti, abbiamo scelto di mantenere inalterata la contribuenza consortile, per il terzo anno consecutivo. In questo particolare momento storico cerchiamo comunque di offrire richieste di sicurezza crescenti ai territori. Inoltre, grazie all’aggiornamento dei dati catastali, la soglia minima di economicità sarà abbassata da 10,33 euro a 5 euro”. Una novità che attinge anche al fronte dell’equità tributaria come puntualizza Davide Bellei, direttore amministrativo “Pur senza l’innalzamento delle aliquote contributive per il 2015, molti proprietari di immobili in aree urbane che in precedenza erano esclusi per gli elevati costi connessi all’aggiornamento della banca dati catastale, ora con una nuova procedura informatica detta attività che consente costi molto contenuti per cui si rende possibile ampliare la fascia di contribuenza a tutti coloro che ricevono un beneficio diretto e specifico dalla bonifica. In passato non sarebbe stata conveniente una riscossione di importi così contenuti, ora ciò si rende possibile anche per le procedure di riscossione gestite direttamente dall’ufficio”.
“Il bilancio approvato – entra nel dettaglio Cesare Buzzacchi, direttore – consentirà di realizzare i tradizionali interventi di manutenzione ordinaria sulle reti irrigue e di bonifica, inoltre si procederà all’installazione di nuove pompe ad alto rendimento ammodernare gli impianti pluvirrigui e contenere i consumi di energia elettrica. Nel nuovo anno si provvederà anche alla manutenzione di due caselli idraulici di Castel d’Ario e di Marengo”.
“Come ha ribadito anche Francesco Vincenzi, presidente Anbi, la nostra realtà consortile si trova dinnanzi ad impianti che gestiamo con efficienza, ma sono obsoleti. Da qui lo sforzo dei nostri uffici tecnici di attuare una nuova progettazione con l’approvazione delle grandi opere previste dal Programma Triennale lavori pubblici 2015 – 2017. Il Consorzio di Bonifica Territori del Mincio – aggiunge Elide Stancari -, pertanto, ha previsto 26 differenti tipi di grandi opere per complessivi 102 milioni di euro da destinare alla sicurezza idraulica del territorio. Con interventi che dovranno essere progettati entro febbraio 2015 intendiamo attingere alle risorse stanziate dal Ministero dell’ambiente con l’Unità di Missione contro il dissesto idrogeologico, mentre altri progetti più specifici per l’ottimizzazione irrigua saranno presentati per il finanziamento previsto dal Piano Operativo Nazionale, ex Piano Irriguo”.
“Nel dettaglio – spiega il direttore Buzzacchi – per il 2015 abbiamo progettato la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento di Cesole, che a seguito degli ultimi eventi alluvionali ha dimostrato tutte le sue criticità, dovendo interrompere il funzionamento per l’innalzamento dei livelli del fiume. Per questo impianto è prevista una spesa di 11 milioni e 800 mila euro. Per il 2016 si prevede la progettazione del nuovo impianto di sollevamento di Roncocorrente, per 13 milioni e 250 mila euro, quindi per il 2017 quella del nuovo impianto di sollevamento della Travata. per quell’anno si segnala anche l’intervento di ristrutturazione della Roggia Tartagliona e del Rio Derbasco per complessivi 28 milioni di euro”.
Tra i lavori di messa in sicurezza dei centri abitati, spiccano gli interventi per la messa in sicurezza di S. Silvestro, Levata e Buscoldo (Curtatone) con un progetto di 2.750.000 euro nel 2015, quindi gli abitati di Cesole e Canicossa (Marcaria) per 2 milioni di euro nel 2016, poi la messa in sicurezza dell’abitato di Castelbelforte con una spesa preventivata di 4 milioni e 500 mila euro con la realizzazione di vasche di laminazione delle acque piovane e la ricalibratura dell’alveo canale Fossoldino, nel 2017.

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