Bonifiche: 32.880 nuovi consorziati nelle aree gestite dall’Emilia Centrale

ER CentraleL’applicazione delle nuove norme collettive che regolano i Piani di Classifica degli immobili (di cui recentemente la Regione Emilia Romagna ha dichiarato la conformità alle linee guida precedentemente emanate) introdotte a partire da quest’anno dai singoli Consorzi di bonifica emiliano-romagnoli tenendo conto delle diverse specificità presenti nei territori e con una maggiore omogeneità complessiva, hanno comportato l’acquisizione dello status di “nuovo consorziato” per 32.880 cittadini nell’esteso comprensorio di bonifica gestito dal Consorzio dell’Emilia Centrale. Uno status ottenuto per effetto del beneficio scaturito dalle molteplici attività svolte dall’ente per la sicurezza e salvaguardia della comunità e delle aree considerate.
Il Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale infatti svolge concretamente le delicate ed essenziali funzioni di difesa idraulica, scolo, irrigazione, lotta al dissesto idrogeologico e tutela ambientale. Con il nuovo Piano di Classifica alcune zone, prima escluse dal contributo di Bonifica, sono entrate tra quelle soggette alla contribuzione perché gli immobili che vi sono compresi ricevono, (sulla base dei parametri del nuovo Piano di Classifica), significativi benefici delle attività del Consorzio, saranno invece escluse, per il motivo opposto
Fatto salvo che il Consorzio di bonifica non incrementerà di un euro e in alcun modo l’ammontare complessivo della complessiva contribuenza richiesta nella globalità del comprensorio in cui agisce, ha ritenuto doveroso comunicare, approfondire e sensibilizzare ai nuovi consorziati le ragioni e l’importo preciso per cui a partire dal mese di Settembre 2016 riceveranno per la prima volta l’avviso di pagamento.
I numerosi cambiamenti del territorio, i nuovi insediamenti urbani e produttivi, le repentine mutazioni climatiche comportano già un notevole impegno per garantire l’equilibrio idraulico di un comprensorio economicamente molto sviluppato, ma piuttosto fragile dal punto di vista idrogeologico e conseguentemente hanno imposto una diversa, più equa, aggiornata maggiormente proporzionale ripartizione dei costi sostenuti in base al beneficio goduto per poter far fronte alle necessità e alle criticità incombenti. L’acqua che cade a monte spesso ha pesanti ripercussioni a valle e pertanto una corretta gestione delle opere di bonifica per la difesa e lo scolo risulta sempre più fondamentale ed indispensabile anche in pieno centro cittadino, laddove l’azione dell’ente è meno visibile, ma non meno rilevante ed estremamente incidente sulla garanzia di sicurezza comune.
In concreto, le acque piovane che cadono nei centri di Reggio Emilia, Sassuolo e, in parte, di Fiorano Modenese, vengono inizialmente raccolte dal sistema fognario cittadino e successivamente sono immesse nella diffusa rete di canali ed impianti gestiti dal Consorzio, che quindi provvede a condurle, in taluni casi fino a oltre 40 km, al loro recapito finale nel Torrente Rodano o nel Fiume Secchia in Comune di Moglia (MN).
Questa attività di gestione delle acque meteoriche, condotta mediante trasporto a gravità o sollevamento meccanico, comporta oneri di manutenzione ed esercizio mutati nel corso del tempo e fino ad ora sostenuti da altri proprietari di immobili del comprensorio consortile. Inoltre, negli ultimi 20 anni il Consorzio ha realizzato nei territori dei Comuni di Reggio Emilia, Sassuolo e Fiorano numerosi interventi per adeguare la propria rete scolante alle nuove portate del reticolo fognario, alcuni dei quali attualmente ancora in fase di realizzazione. Questi lavori, che hanno migliorato il grado di sicurezza idraulica anche dei centri cittadini per un costo complessivo di circa 6 milioni di euro, sono stati finanziati anche grazie ai contributi di bonifica versati dai consorziati proprietari di altri immobili.

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