Bonifiche E-R: completata la riforma. Rabboni, ora c’è più chiarezza con i cittadini


Se si riscuote in montagna si reinveste in montagna: è il principio cardine delle nuove disposizioni regionali ‘per la bonifica’ approvate a maggioranza in Assemblea legislativa. Astensione dalle opposizioni, tranne il voto contrario di Andrea Pollastri (Pdl) che ha contestato una tassazione troppo alta nella provincia di Piacenza. La legge approvata fissa il compenso massimo dei presidenti dei consorzi di bonifica (pari a quello del sindaco di un comune tra 10.000 e 30.000 abitanti, la metà per gli altri amministratori), grazie a un emendamento congiunto di Damiano Zoffoli (Pd) e Stefano Cavalli (Lega nord), condiviso dal resto della maggioranza e dal Pdl. La Regione completa dunque la riforma delle bonifiche, con questa terza legge, cominciata con la riduzione dei consorzi da 16 a 8 e con il dimagrimento dei Cda e le loro nuove norme elettorali (leggi 5/2009 e 5/2010). Si razionalizzano così i contributi richiesti, unificando quanto è stato finora dovuto sia ai consorzi specifici che alla multiutility. Nelle aree urbane non dovranno pagare il tributo gli immobili serviti da una rete fognaria senza significative interconnessioni con le bonifiche, mentre pagheranno le proprietà che traggono benefici diretti dalle opere di bonifica. Poi, i proventi derivanti dalle zone montane verranno utilizzati per manutenzione e prevenzione nei luoghi di riscossione, fornendo fondi ulteriori contro il dissesto idrogeologico. Inoltre, se il contributo è superiore al valore catastale del terreno il pagamento non sarà dovuto, grazie al nuovo ‘piano di classifica degli immobili’, e ogni contributo sotto la soglia di riscossione (oggi 30 euro) si pagherà solo quando più annualità supereranno la soglia. (ANSA).

Le parole dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni
“Più chiarezza per i cittadini nel rapporto con la bonifica e più efficienza nei servizi sul territorio, che grazie a 20.000 chilometri di canali e a 450 idrovore garantisce la sicurezza idraulica a quasi mezzo milione di ettari”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, commenta l’approvazione in Aula della terza e ultima parte della riforma dei Consorzi di bonifica. “Per la montagna – spiega – la legge accoglie le richieste delle Unioni di Comuni montani di confermare e finalizzare la contribuenza a lavori ed opere di presidio idrogeologico, di sottoporre preventivamente i programmi di bonifica all’esame delle Unioni di Comuni e di sostenere tutte le possibili forme di collaborazione tra Bonifica ed Enti locali”. In soli tre anni, sottolinea, “abbiamo riformato una materia fondamentale per la funzionalità della nostra regione, superando antiche difficoltà e resistenze che frenarono i precedenti tentativi di riforma, alcuni dei quali risalenti ad oltre vent’anni fa”. Dopo la legge che ha dimezzato il numero dei Consorzi e ridotto a cinque i consiglieri d’amministrazione (solo tre indennizzati) e quella che ha riformato in senso proporzionale il sistema elettorale di bonifica, oggi “abbiamo legiferato sul delicato e annoso problema della bonifica nelle aree urbane e montane, nonché sull’applicazione dei minimi amministrativi di contribuenza, sull’uso plurimo delle acque dei canali di bonifica, sui rapporti di collaborazione tra Bonifica e Servizi idrici”. (ANSA).

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