Bonifiche ER: cresce il valore del dissesto e sfiora il miliardo di euro

Piena Enza Cerezzola27 miliardi di euro in Italia, 985 milioni solo in Emilia Romagna: a tanto ammonta il valore economico del rischio idrogeologico. Un anno fa le stime regionali si fermavano a 835 milioni di euro. Un dato che chiarisce, una volta di più, quanto sia repentino il peggioramento che sarebbe da arginare al più presto.
A fare il quadro della situzione è stata la conferenza annuale organizzativa dei Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna tenutasi a Bologna.
Gli interventi segnalati dai Consorzi, dopo le opportune verifiche tecniche ultimate alla fine dell’anno passato, sono ben 1018 e richiamano prepotentemente l’attenzione della comunità e della politica verso questo tipo di emergenza di cui spesso ci si accorge solo a giochi fatti. Mettere in sicurezza preventiva il territorio significa risparmiare dalle 5 alle 7 volte il denaro pubblico speso per l’intervento a emergenza avvenuta e soprattutto dare certezze maggiori a chi vive e fa impresa in questi territori e quindi creare i presupposti per creare economia più stabile.
« Il Piano per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico nazionale – ha commentato Massimo Gargano, Presidente Anbi – indica chiaramente migliaia di interventi prontamente cantierabili che oltre, a dare qualche sicurezza territoriale in più a chi vive nell’eterna incertezza, porterebbero un significativo incremento occupazionale. Basti pensare che a livello italiano è stato speso solo lo 0,1% delle risorse all’ epoca destinate dal CIPE alla salvaguardia del territorio. I numeri dell’Emilia Romagna – ha aggiunto – certo non rincuorano. A questo si aggiunge un’ urbanizzazione spesso incontrollata ». Il dato di un rischio crescente preoccupa anche Massimiliano Pederzoli, Presidente di Urber l’Unione Regionale delle Bonifiche che ha di recente messo in campo una convenzione con la Regione Emilia Romagna e con l’Uncem per spendere dove serve, ma per gli eventi straordinari – ha dertto – la portata dei lavori per la messa in sicurezza complessiva è ben diversa e si impone uno sforzo corale».
Dati positivi invece arrivano dal fronte dell’irrigazione.
I consorzi di bonifica dei singoli comprensori territoriali, nel corso del 2013 hanno prelevato (dal fiume Po e da altri corsi minori) e distribuito nella rete circa un miliardo e 100 milioni di metri cubi d’acqua (di questi, quasi 240 milioni solo dal Cer). Un dato che appare in lieve calo rispetto all’anno precedente, dove la diffusione a sostegno dell’agricoltura da parte del sistema di bonifica a livello di irrigazione si era attestata ad un miliardo e 400 milioni di metri cubi d’acqua. Ciò evidenzia come le condizioni climatiche del 2013 siano state meno “stressanti” rispetto a quelle dell’anno prima, caratterizzato da una scarsità di precipitazioni tale da renderlo uno dei più siccitosi degli ultimi 100 anni.

Un Commento in “Bonifiche ER: cresce il valore del dissesto e sfiora il miliardo di euro”

  • Dario Tripolone scritto il 19 gennaio 2014 pmdomenicaSundayEurope/Rome 17:45

    Buongiorno, Vorrei far notare che nonostante tutti i disastri da Voi ben evidenziati, io come ingegnere per l’Ambiente e Territorio, lavoro solo per le bonifiche di terreni inquinati, soprattutto da idrocarburi. Preferirei la prevenzione, ma …ci sono TANTI ma.
    Ringraziando per l’attenzione porgo distinti saluti.
    Dario Tripolone

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