Borlotto, Fattorie Aperte, il tartufo a Nova Feltria nella nuova puntata di Con i piedi per terra

Veniva chiamato la carne dei poveri e nell’antichità era ritenuto simbolo di immortalità perchè capace di riacquistare freschezza con la semplice immersione in acqua. Stiamo parlando del fagiolo un alimento base della dieta mediterranea, considerato povero, ma in realtà ricco di storia e prezioso per la salute.
Le origini sono antichissime anche se, a dire il vero, i fagioli consumati da greci e romani erano i cosiddetti “fagioli dall’occhio”, mentre quelli che mangiamo noi oggi sono originari del Messico e sono arrivati in Europa dopo la scoperta dell’America per essere poi riportati in America del nord dagli europei.
Le varietà di fagioli sono centinaia ma i più diffusi sono i Cannellini e il Borlotto e proprio al Borlotto, caratteristico per i semi sceziati di grandi dimensioni, è dedicata la prossima puntata di Con i piedi per terra.
Per raccontare il percorso dal campo al vasetto siamo andati a Codigoro in provincia di Ferrara una delle aree , insieme a Veneto e Lombardia, vocate alla produzionedi questo legume che per dare il meglio di sè chiede caldo e tanta acqua.
In campagna seguiremo le fasi della raccolta realizzata da macchine particolari che “pettinano” la pianta , raccolgono e sgranano i baccelli, poi pochi chilometri ed ecco l’ingresso nello stabilimento di Pomposa del gruppo Conserve Italia dove il carico di borlotti, viene prima campionato, poi scaricato e avviato alla lavorazione che seguiremo passo a passo. Poche tappe, ma essenziali per garantire qualità e salubrità al prodotto: lavaggi, cernite ottiche, una leggera scottatura e poi via nei barattoli e nei vasetti di vetro insieme ad acqua e sale, la sterilizzazione e i borlotti sono pronti per raggiungere le dispense di milioni di famiglie.
Quello dedicato al borlotto non sarà però l’unico sipario di “Con i piedi per terra”; andremo infatti a sant’Agata Feltria, uno dei comuni appena entrati a far parte dell’Emilia Romagna, per curiosare alla Sagra del Tartufo bianco pregiato dove tutte le domeniche di ottobre si celebra il prezioso tubero, ma anche porcini e formaggio di fossa, i tre prodotti eccellenti del Montefeltro e tra profumi e curiosità seguiremo anche una gara riservata ai quattro zampe, indispensabili per trovare il re della tavola.
E c’è dell’altro: assaggiare prodotti tipici, ma anche vivere il mondo rurale sperimentandolo in prima persona, partecipando a corsi e attività parallele, passeggiando tra le campagne e scoprendo le meraviglie della natura. E’ questo lo spirito di Fattorie Aperte, la manifestazione che ogni anno porta tanti visitatori ad entrare direttamente in contatto con le aziende agricole del territorio. Noi vi racconteremo questa dodicesima edizione attraverso due momenti emozionanti ed emblematici: la pigiatura delle uve nei tini di legno e la realizzazione della sfoglia tirata al mattarello. Nel primo caso siamo in area imolese e i protagonisti sono i bambini che schiacciano l’uva a piedi nudi, imbottigliano il vino e regalano la bottiglia ai genitori; nel secondo sipario, invece, ci spostiamo sulle colline di Zola Predosa, nel bolognese, e vedremo all’opera un gruppo di canadesi pronti ad imparare i segreti della cucina emiliana.
Un’iniziativa, quella di Fattorie Aperte, che quest’anno in Emilia-Romagna si svolge per la prima volta in autunno, stagione incantevole per l’intensità di colori, sapori e profumi. Inoltre, si allunga il calendario: le oltre cento aziende agricole aderenti terranno aperte le proprio porte al pubblico per tutte le domeniche di ottobre.

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