Botulino: sospetta intossicazione, 30 ricoverati a Genova

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La scoperta di avere mangiato pesto da vasetti a rischio botulino associata a qualche sintomo che poteva essere associato ad una intossicazione, come mal di pancia o di testa, ha allarmato oggi molti genovesi e fatto scattare decine di controlli nei pronto soccorso del capoluogo. Nessun caso di avvelenamento è però emerso ha annunciato nel tardo pomeriggio l’assessore ligure alla Salute Claudio Montaldo. Il bilancio è di una trentina di persone ricoverate in osservazione in tre ospedali cittadini per sospetta intossicazione. Alcune sono state già dimesse nel corso della giornata, altre attendono l’esito degli esami. La Regione aveva attivato fin da ieri le strutture sanitarie dopo l’allarme del ministero per la notizia che la ditta Ferrari-Bruzzone di Genova aveva ritirato una partita di alcune migliaia di vasetti per la sospetta presenza di botulino. Oggi, in molti hanno letto sui giornali la notizia ed è scattata la psicosi. Mentre sono in corso le verifiche del ministero sui vasetti con la scritta “lotto 13 G03” e scadenza “9 agosto 2013”, oltre trenta persone si sono recate negli ospedali. Al Galliera il maggior numero di ricoveri: 25. Di questi, 4 sono stati dimessi, 4 sono ricoverati in osservazione per problemi gastrointestinali, gli altri attendono l’esito degli esami. Il direttore del pronto soccorso, Paolo Cremonesi, ha spiegato: “alcuni hanno problemi come diarrea e vomito, altri lievi disturbi neurologici come stanchezza e mal di testa. Molti nessun sintomo”. Ma restano sotto controllo perché hanno mangiato il pesto sospetto. Un bambino che ha mangiato pesto della ditta genovese è tenuto in osservazione all’Ospedale pediatrico Gaslini ma i medici tengono a escludere che sia vittima di una intossicazione da botulino. Altre persone si sono recate all’Ospedale San Martino. “Stiamo facendo tutte le verifiche necessarie” ha detto Stefano Bruzzone, uno dei titolari della ditta che è stata tempestata di telefonate di clienti e distributori. Opera nel distretto del basilico di Genova Prà e coltiva da oltre un secolo in proprio il basilico per produrre il pesto. Ha impianti lavorazione e di controllo all’avanguardia che secondo la Regione “hanno funzionato consentendo di scoprire il rischio”. Intanto, la Coldiretti annuncia l’aumento degli allarmi alimentari in Italia: “nel primo semestre sono stati 268 con una tendenza all’aumento rispetto al 2012 quando erano stati 517 in tutto l’anno. Va evidenziato che in circa 8 casi su dieci hanno riguardato prodotti di provenienza straniera”. (di Alessandro Carlevaro – ANSA)

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