Brandy, la Francia richiamata all’ordine

Grande soddisfazione per le decisioni della Commissione UE ed un appello a non abbassare la guardia. Questo il commento della CEDIVI, la Confederazione Europea delle Distillerie Vinicole, sulla diatriba Italia-Francia relativa all’acquavite da vino, che ha registrato in questi giorni un’importante vittoria italiana e spagnola.
In pratica, le autorità francesi avevano autorizzato la produzione di acquavite da vino tramite l’impiego di sottoprodotti della vinificazione. In questo modo, distillati ottenuti da scolature o altri sottoprodotti venivano spacciati come se fossero ottenuti dalla distillazione da vino. Una frode macroscopica a danno dei consumatori e degli stessi produttori, non soltanto in Italia, ma in tutta Europa: l’acquavite così prodotta costa molto meno rispetto all’autentico distillato da vino.
La prima denuncia era stata presentata nel lontano aprile 2010, ma ora la Commissione europea ha ufficialmente chiuso la fase pregiudiziale della Procedura di infrazione contro la Francia, chiedendole di modificare la normativa interna che autorizza le distillerie francesi a produrre acquavite di vino dai sottoprodotti della vinificazione, in violazione del Regolamento comunitario che ne consente la produzione esclusivamente a partire dal vino.
Nel Parere Motivato notificato ieri alla Francia, la Commissione ha quindi intimato all’amministrazione d’Oltralpe di adeguarsi entro due mesi alle norme europee, interrompendo la violazione contestata, pena il deferimento alla Corte di Giustizia.
“Grande soddisfazione– ha osservato la presidente della CEDIVI, Mariacarla Bonollo – per un risultato raggiunto anche grazie all’impegno congiunto delle istituzioni europee, italiane e spagnole, che si sono battute per ripristinare la legalità nel settore delle acquaviti”. Si tratta di una vittoria importante, ha aggiunto la leader della Confederazione europea delle distillerie vinicole: “Ora, però, ci aspettiamo che la Commissione continui a vigilare, interpretando così fino in fondo il suo di ruolo di guardiana dei Trattati e della normativa comunitaria, sull’effettivo adeguamento della legislazione francese al Parere Motivato emesso ieri dalla stessa Commissione. E’ questo l’unico modo per ripristinare le condizioni di concorrenza leale in un mercato già fortemente colpito dalla crisi internazionale”.
Nell’esprimere la soddisfazione della categoria, la Presidente Bonollo ha ringraziato anche chi ha sostenuto la Confederazione europea in questa battaglia ed in particolare il Presidente della Commissione Agricoltura della UE, Paolo De Castro, che, sulla questione, è stato promotore di due interrogazioni al Commissario Ciolos. Foto tratta da http://www.flickr.com/photos/sami73/

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