Bruni (Cogeca) : “Maggiore integrazione per riequilibrio del valore nella catena alimentare”

Intervenendo agli Stati generali del latte a Cremona, Paolo Bruni presidente dalla Cogeca ha ricordato come l’UE a 27 continui ad essere il maggior produttore di latte del mondo, con 155 milioni di tonnellate, seguita dall’India con 114 milioni, Stati Uniti 87 e Cina 45. “Tale primato ha precisato Bruni – rischia tuttavia di essere insediato nei prossimi anni alla luce del trend di crescita molto superiore fatto registrare dai Paesi emergenti: nel periodo 2005-2010 infatti, a fronte di una sostanziale stabilita’ della produzione europea (+ 0,6%), Cina e India sono ad esempio cresciuti rispettivamente del 40 e del 20% e le recenti previsioni ipotizzano tassi di aumento ancora piu elevati” “L’aumento del benessere di tali Paesi e la conseguente domanda di derrate
alimentari “nobili”, come il latte- ha precisato Bruni – costituisce tuttavia una evidente opportunita’ per conquistare nuovi mercati e le produzioni europee devono di conseguenza attrezzarsi per competere nello
scenario mondiale”,
“A tale proposito – ha proseguito Bruni – nell’ Unione Europea constatiamo l’esistenza di due diversi e complementari modelli, rappresentati dalle commodities e dai prodotti di qualità. Volendo semplificare, potremmo affermare che Paesi continentali come la Danimarca, l’Olanda e la Germania sono orientati verso la produzione di commodities sulle quali debbono sostenere la concorrenza dei più grandi gruppi mondiali e per questo motivo le loro imprese hanno raggiunto livelli dimensionali molto elevati, come
testimoniano gli esempi di cooperative come l’olandese Campina Friesland e la scandinava Arla Foods, con fatturati rispettivamente dell’ordine di 9,5 e 6,2 miliardi di euro.
Gli Stati che insistono sul mediterraneo – ha illustrato Bruni – hanno
invece una consolidata tradizione nella produzione di derivati lattieri di
qualità: circa i 2/3 dei riconoscimenti UE dei formaggi a denominazione di
origine riguardano infatti questi Paesi, con Italia e Francia di gran lunga
leader. Di conseguenza il dimensionamento imprenditoriale e’ spesso
inferiore sia nel mondo industriale che in quello cooperativo”
“La strada maestra resta dunque quella del rafforzamento e
dell’integrazione, ha insistito Bruni, ma tali processi di aggregazione e di
riduzione delle inefficienze dovranno essere accompagnati da un
indispensabile riequilibrio delle forze all’interno della catena alimentare,
poiche’ oggi in media in Europa solo il 16-17% del valore finale dei
prodotti alimentari finisce nelle tasche dei produttori”.
COGECA – ha concluso Bruni -è fortemente impegnata in questa battaglia sia
nell’ambito del processo di riforma della Pac che all’interno del Forum di
alto livello per la catena alimentare per rafforzare il potere contrattuale
dei produttori e delle cooperative e per introdurre meccanismi volti a
combattere e a sanzionare pratiche commerciali abusive spesso imposte dalla
Grande distribuzione”

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