Bruxelles chiede il divieto per il commercio mondiale del tonno rosso

Bruxelles ”propone che l’Ue faccia pressione affinche’ il divieto del commercio internazionale di tonno rosso dell’Atlantico entri in vigore nel corso dell’anno prossimo”. Lo ha annunciato la Commissione europea oggi a Bruxelles ”preoccupata” e convinta ”che la superpesca del tonno rosso dell’Atlantico – ampiamente imputabile al commercio internazionale – minacci gravemente le risorse della specie”. A finire nel piatto dei consumatori europei potrà essere così solo il prodotto proveniente dall’attivita’ di pesca artigianale, ma non potra’ uscire dalle frontiere comunitarie. Nel documento si chiede infatti di inserire il tonno rosso tra le specie a rischio estinzione protette dalla Convenzione internazionale Cites, insieme al corallo e ad altre specie selvatiche minacciate. Per il corallo in particolare, Bruxelles suggerisce di includerlo nell’appendice II della Convenzione Cites, come gia’ avevano proposto in passato gli Usa. In questo caso il commercio non verrebbe messo al bando ma regolamentato per evitare sfruttamenti incompatibili con la sua sopravvivenza. La proposta di Bruxelles giunge a tempo di record. Nel caso del tonno rosso, prevede la sua iscrizione nell’appendice I della Convenzione Cites che ne vieta il commercio internazionale, ma non subito: solo dopo la riunione a novembre 2010 dell’Iccat, la Commissione internazionale dei tonnidi che gestisce le quote di pesca. Proprio l’Iccat si e’ impegnata a completare uno studio scientifico aggiornato sugli stock di tonno rosso e si attendono i risultati. Tuttavia, il divieto di pescare tonno rosso riguarda le grandi tonniere. Bruxelles ha previsto una deroga per permettere alla pesca artigianale di continuare la sua attivita’ ed il pescato potra’ essere commercializzato sul mercato interno. Per quanto riguarda poi il sostegno a pescatori e operatori che perderanno l’attivita’, Bruxelles non prevede di mobilitare risorse finanziarie aggiuntive a quelle gia’ stanziate nell’ambito del Fondo europeo per la pesca. I tempi per completare l’iter decisionale sono stretti e dei contatti sono in corso tra le delegazioni di Italia, Francia e Spagna per avere una posizione comune in preparazione del prossimo consiglio ambiente dell’Ue. La proposta della Commissione europea comunque verra’ gia’ esaminata martedi’ 23 febbraio a livello tecnico. L’obiettivo: raggiungere un accordo in tempo per la prossima conferenza Cities in programma dal 13 al 25 marzo a Doha, nel Qatar. In quell’occasione si misurera’ il consenso sulla proposta europea: nel caso in cui non venisse accolta, le catture del tonno rosso continuerebbero a essere regolate esclusivamente dalle norme Iccat. Non va dimenticato che l’80% del tonno pescato nel Mediterraneo e’ generalmente destinato ai consumatori giapponesi.

2 Commenti in “Bruxelles chiede il divieto per il commercio mondiale del tonno rosso”

  • Alfonso scritto il 22 febbraio 2010 pmlunedìMondayEurope/Rome 16:27

    Perchè non fermarla subbito? Tanto noi italiani non usciremo in pesca quest’anno.Siamo alla solita pochezza dei nostri politici,sempre meno coerenti.Fermiamola,ma fra un anno! Che stupidaggine,cosi i francesi possono lavorare e noi no!;e che giustizzia è questa? Ora visto che le tonnare italiane si fermeranno,loro tireranno un prezzo migliore sul mercato,in più andranno a pescare in Egitto e sfrutteranno la quota egizziana più la loro,e noi a guardare,senza neanche andare a guadagnare quel poco per tirare avanti un’altro anno,visto che non ci saranno indennizzi per la moratoria delle barche italiane.Non si tratta di essere gelosi,ma del fatto che se regolamentazione ci sia,deve essere per tutti.POi si parla di pesca tradizionale,ma la tonnara a circuinzione si pratica da sessantanni,forse volevando dire pesca preistorica?La mettano come vogliono,ma vogliono fare fallire un settore e basta.Voglio vedere come controlleranno le migliaia di barche che andranno in pesca con palancari e lenze da traino. Il bello che non sanno ancora che si prenderà più pesce di prima,perchè aumenteranno gli illegali e anche alcuni(molti)della pesca sportiva troveranno,come già accade,chi compra pesce a nero(non dichiarato).Forse si giustificheranno,che non essendoci le tonnare in mare il pesce è aumentato.Eppure avete raggione!!!

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