Bruxelles lancia l’allarme: l’asfalto prende terreno, ecosistemi a rischio

Ogni anno in Europa una superficie più estesa della città di Berlino cede il passo all’espansione urbana e ad infrastrutture di trasporto: “Una tendenza insostenibile – afferma oggi la Commissione europea – che rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future”. A lanciare l’allarme, il commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik, che ha tenuto a ricordare come “il suolo sia una risorsa indispensabile per diversi servizi ecosistemici da cui dipendono tutte le forme di vita sul pianeta”. Non possiamo permetterci – ha precisato – di continuare a sacrificarne vaste porzioni a vantaggio della cementificazione. Abbiamo bisogno di un approccio più sostenibile in materia”. Tra il 1990 e il 2000 nell’Ue sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di mille km2 all’anno. Negli ultimi anni si registra un rallentamento della crescita, ma “lo sfruttamento del terreno prosegue a ritmi preoccupanti”. Insomma, asfalto e cemento prendono il sopravvento sul terreno, ne provocano l’impermeabilizzazione, compromettendo in modo irrimediabile le funzioni biologiche del suolo. Senza afflusso ed evaporazione dell’acqua – scrive Bruxelles – “aumentano i deflussi che talvolta possono portare a inondazioni dagli effetti catastrofici. Il paesaggio appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo isolati per ospitare determinate specie e la produzione agricola risulta inesorabilmente compromessa”. Per correre ai riparti la Commissione Ue ha pubblicato oggi i risultati di uno studio che raccomanda un triplice approccio: limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo; attenuarne gli effetti (ad esempio con superfici permeabili); compensare perdite sostanziali intervenendo in altre aree. (ANSA).

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