Bruxelles: più controlli sulla pesca e scontro sul tonno rosso

pescherecci 2 I ministri dell’agricoltura riuniti a Bruxelles hanno dato il via libera alla riforma del sistema per i controlli sulla pesca. 5 sono i punti forti: l’autorità unica sara’ responsabile della raccolta, coordinamento, trattamento, certificazione e trasmissione dei dati alle istituzioni europee e agli Stati membri; il controllo satellitare, su richiesta dell’Italia, possono essere escluse le imbarcazioni fino a 15 metri di lunghezza se operano nelle acque territoriali, per battute di pesca fino a 24 ore; nel 2013 il nuovo sistema di certificazione dei motori dovra’ essere operativo garantendo una maggiore sicurezza della navigazione, riduzione dei consumi e dell’inquinamento e, anche in questo caso su richiesta italiana, non dovra’ avere conseguenze economiche per le imprese; come per la pesca professionale anche quella sportiva dovra’ esser compatibile con gli obiettivi della politica europea e, nel caso in cui dati scientifici dovessero mostrare che comporta un impatto biologico significativo l’Ue potra’ richiedere il rilascio di autorizzazioni e dichiarazioni di cattura; è stata infine ridotta la progressivita’ delle sanzioni e il ritiro definitivo della licenza scatterebbe solo dopo la quinta infrazione grave. Su proposta dell’Italia il Consiglio ha accolta la richiesta di fare riferimento al dolo o alla colpa per stabilire infrazioni gravi.
E se l’Italia è molto soddisfatta delle misure adottate in materia di controlli, altettanto non si può dire rispetto al recepimento dei tagli alla pesca del tonno rosso e alla sua flotta decisi dalla Iccat. Il sottosegretario al settore, Antonio Buonfiglio, ha infatti ribadito con forza che è ”meglio una moratoria mirata sulla pesca industriale, salvando e valorizzando quella tradizionale e artigianale, piuttosto che lasciare il comparto nella piu’ grande incertezza con un livello di quote che non permette di armare neppure i pescherecci”.
Buonfiglio chiede quindi alla Commissione europea di lanciare entro il 15 dicembre, un dibattito ”serio e trasparente altrimenti non esclude di prendere decisioni unilaterali. Tra le strade alternative: la possibilita’ ”di un fermo obbligatorio alla pesca industriale (ma retribuito, che tenga conto della sostenibilita’ sociale), o ancora l’introduzione del tonno rosso tra le specie a rischio nella Convenzione internazionale delle specie in estinzione (Cites) ma che garantisce la pesca per il consumo interno“

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