Buone prospettive per le pere italiane

Dopo un’annata decisamente difficile, con domanda e quotazioni in sensibile diminuzione, sono buone le aspettative per la campagna 2012 delle pere italiane. È quanto afferma Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, organizzazione leader nell’ortofrutta fresca con una produzione di pere superiore alle 200.000 tonnellate, pari al 25% dell’intero raccolto nazionale.
“Tra le principali ragioni di questo cauto ottimismo – prosegue Vernocchi – il buon livello qualitativo del prodotto e la forte contrazione dell’offerta rispetto al 2011, che raggiunge addirittura il 30% per varietà come le Williams la cui raccolta si è conclusa da alcune settimane”. La grande siccità che ha caratterizzato l’estate 2012 ha infatti provocato una diminuzione delle rese ed anche dei calibri medi dei frutti. “Il livello qualitativo del prodotto – dichiara Danilo Pirani, direttore generale della cooperativa Patfrut – si presenta comunque decisamente buono ed appare in grado di soddisfare pienamente le aspettative dei consumatori più esigenti”.
“Anche per quanto riguarda l’Abate, vera e propria ‘regina’ della pericoltura italiana – ricorda Pirani – la produzione 2012 mostra una sensibile contrazione. Giunti ormai alle battute conclusive della raccolta, le stime indicano per questa varietà una produzione di oltre il 40% più bassa rispetto a quella estremamente abbondante del 2011, attestatasi sulle 400.000 tonnellate, ma anche leggermente inferiore (-5%) a quella del 2010, collocatasi sulle 240.000 tonnellate”.
Per la pericoltura italiana il 2012 si conferma quindi come una annata di scarsa produzione non solo rispetto al 2011, ma anche nel confronto con la media produttiva delle stagioni precedenti.
Se questa è la situazione sul mercato italiano, anche gli altri principali produttori europei mostrano un andamento simile: a causa delle basse temperature che hanno caratterizzato l’inverno 2011/2012, infatti, in Francia e nei Paesi Bassi la produzione di pere sarà decisamente inferiore rispetto all’anno scorso.
“L’auspicio – conclude Vernocchi – è che nei prossimi mesi il mercato sappia rispondere positivamente assorbendo buoni quantitativi di pere così da poter garantire ai produttori una remunerazione soddisfacente”.

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