Caccia: 150 associazioni chiedono “Si fermi la strage”

Domenica 30 gennaio stop alle doppiette. Dopo cinque mesi si chiude la stagione venatoria 2009-2010 ma si ‘spara’ ancora: e’ guerra in Parlamento per l’ articolo 38 alla legge comunitaria che, di fatto, dicono le associazioni, e’ un nuovo assalto agli animali. Per questo in 150, tra ambientalisti (come Legambiente, Wwf e Greenpeace), animalisti (come Lipu, Lav, Enpa) e organizzazioni civiche, culturali, sociali, di cittadini, sparse in tutta Italia, si sono rivolti direttamente al premier: ”Berlusconi – dicono in un documento – ferma la strage” eliminando l’articolo 38 dalla legge Comunitaria che, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria, riferiscono le associazioni. Una situazione ”inaccettabile” per il ministro dell’ Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in quanto si inserisce ”un criterio di discrezionalita’ da parte delle amministrazioni locali nella fissazione dei calendari dell’attivita’ venatoria. Una misura che puo’ dar luogo ad interpretazioni estensive che sono inconciliabili con le esigenze di tutela del patrimonio faunistico e dell’equilibrio ambientale”. Il ministro Prestigiacomo sottolinea quindi il contrasto con le normative comunitarie e il rischio di aggravare le procedure di infrazione contro l’Italia. ”Nell’anno mondiale della Biodiversita’ – conclude la responsabile del dicastero dell’ Ambiente – sarebbe molto poco edificante per il nostro paese segnalarsi per un provvedimento che certamente non si muove nella direzione della tutela dell’ecosistema”. In serata il testo viene modificato. Si potra’ cacciare ad agosto e oltre il 31 gennaio, escluse alcune specie. Secondo il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi ”con un nuovo emendamento alla Comunitaria qui in Senato abbiamo trovato una soluzione in grado di combinare la giusta domanda di tutela della nostra fauna con la necessita’ di dare risposta alle richieste comunitarie”. ”Abbiamo convenuto di emendare il testo approvato in Commissione sul tema della caccia al fine di conformarci alla direttiva europea 79/409”, continua Ronchi, per il quale ora si garantisce che il calendario venatorio relativo all’avifauna debba essere supportato da studi scientifici e ornitologici che assicurino la tutela delle specie nei periodi di nidificazione cosi’ come l’Ue chiede. Tali studi dovranno essere validati dall’Istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra)”. Ronchi sottolinea come venga anche chiarito che per le specie cacciabili di mammiferi che non sono disciplinate dalla direttiva europea permane l’attuale periodo massimo di caccia tra il 1 settembre e il 31 gennaio ”evitando quella liberalizzazione dei periodi che, per queste specie, il testo approvato dalla Commissione avrebbe comportato”. Ma ambientalisti e opposizione bocciano anche la modifica. ”Ascoltare il ministro dell’Ambiente e tenere fermo l’attuale regime venatorio”, esorta il senatore Pd, Roberto Della Seta. No all’estremismo venatorio, dice il deputato Pd, Ermete Realacci; fermare la licenza di uccidere, afferma il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli; basta spot elettorali, chiede Fulvia Bandoli, del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’. Ma soprattutto le 150 associazioni insistono sulla cancellazione del testo per evitare le doppiette nei delicati mesi di agosto e febbraio. (ANSA).

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