Caccia: al via la stagione. Ambientalisti, no a deregulation


Si è alzato il sipario sulla stagione venatoria. E così anche quest’anno, dopo quindici giorni di deroghe, le doppiette il 16 settembre hanno potuto iniziare a sparare fino alla fine di gennaio, scandite però dalle prescrizioni dei vari calendari messi a punto dalle regioni. Gli ambientalisti promettono battaglia. In prima fila il Wwf che per arginare “la deregulation venatoria” scende in campo con i suoi avvocati, in una sfida che sembra destinata a dar lavoro supplementare ai Tar. Sul terreno, invece, l’associazione del Panda dispone la sua “squadra” di oltre 300 volontari con il compito di “vigilare” attentamente sul rispetto delle regole. La Lav (Lega antivivisezione) – a cui è stato negato un corteo in Toscana contro la caccia, predisposto proprio per il giorno d’apertura della stagione – definisce “i cacciatori come un pericolo pubblico”. Alla vigilia della stagione venatoria interviene il presidente dell’Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, denuncia “20 anni di doloso boicottaggio politico e associativo alla legge sulla caccia. Le disgrazie del mondo venatorio e della gestione della fauna derivano in primis dalla legge comunitaria approvata dal parlamento nel 2010”, sostiene Veneziano Sul versante politico per un Pdl che si presenta spaccato (all’interno del partito convivono infatti anime sedute su posizioni opposte, da quella del senatore Franco Orsi a quella ‘animal friendly’ dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla), il Pd ricorda – tramite il suo responsabile nazionale biodiversità e politiche faunistiche, Marco Ciarafoni – che “le ragioni della caccia sostenibile, in stretta sintonia con le indicazioni della scienza, non sono in antitesi con la necessità di adeguate politiche a sostegno della tutela ambientale e della conservazione del patrimonio faunistico”. I Verdi, da sempre contrari alle doppiette, lanciano sul proprio sito una campagna – che sta già sbancando su Facebook – per una petizione popolare in cui si chiede “la sospensione immediata della stagione venatoria e l’abolizione totale della caccia” nel nostro Paese. Il claim della campagna ricorda anche i pericoli degli incendi e la perdita di habitat di tanti animali: ‘Ad agosto mi hanno bruciato la casa ed ora mi sparano… prova a metterti nelle mie penne’. Secondo un sondaggio Ipsos – riportato dal Sole che ride a supporto della petizione indirizzata a tutti i parlamentari – “8 italiani su 10 sono contrari” alla pratica venatoria: “il 79% dei nostri connazionali la ritiene una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente; l’80% vorrebbe vietarla nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario; l’86% vorrebbe aumentare l’area in cui la caccia è vietata accanto a strade e sentieri”. Il Corpo forestale dello Stato, oltre a mettere a disposizione un proprio vademecum sui comportamenti corretti, avverte di prestare “attenzione al rispetto delle regole importanti per la sicurezza”: Claudio Marrucci, responsabile del Nucleo investigativo antibracconaggio della Forestale ricorda che “la complessa normativa deve essere conosciuta in modo approfondito da tutti i cacciatori e anche da chi vive ed opera in campagna”; questo per “garantire non solo la compatibilità tra la caccia e l’ambiente naturale, ma soprattutto quello di tutelare l’incolumità degli uomini”. (ANSA).

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