Caccia: animalisti in rivolta contro stagione venatoria


Con la preapertura della caccia alle porte, in un’Italia colpita dagli incendi e dalla siccità, il fronte degli animalisti alza la voce e chiede al governo e alle Regioni di sospendere, o almeno posticipare, l’inizio della stagione venatoria. Senza un intervento dell’ultimo minuto le doppiette potranno sparare già questo weekend, un’ipotesi contro cui le associazioni ambientaliste si sono mobilitate anche con diffide e ricorsi ai Tar. A dare speranze è il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, che in settimana ha ventilato l’ipotesi di posticipare l’avvio della stagione nelle terre più devastate dagli incendi. Una posizione ora rilanciata da Gianluca Bardelli, membro del Comitato faunistico venatorio del ministero dell’Agricoltura, secondo cui nelle aree colpite dagli incendi “servirebbe lo stop di un anno” alla caccia per consentire il ripopolamento dei boschi e delle campagne. I tempi, però, sono stretti. Catania incontrerà gli assessori regionali all’Agricoltura il 5 settembre, ma la preapertura è in calendario l’1 e 2 settembre. Ecco perché da giorni si susseguono gli appelli degli animalisti alle istituzioni affinché intervengano con un provvedimento d’urgenza. A farne richiesta sono Legambiente, Lipu e Wwf, che chiamano in causa il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e auspicano il rinvio “sino a quando le condizioni ambientali non consentano alla fauna selvatica di superare lo stress subito”. Più netta la posizione dell’Ente nazionale protezione animali, che punta alla cancellazione dell’intera stagione venatoria con un decreto del presidente del Consiglio. L’Enpa è scesa sul piede di guerra anche a livello locale con diffide alle Regioni più stremate dai roghi e dall’afa, e cioé Calabria, Veneto, Umbria, Campania e Basilicata. Nelle Regioni, intanto, la situazione è fluida e variegata. Il Tar del Lazio ha appena bloccato la preapertura accogliendo il ricorso del Wwf, così come era già accaduto in Campania. L’Emilia Romagna, con l’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, ha chiesto alle Province di “valutare la situazione reale e attuare le conseguenti misure restrittive”, mentre la Toscana ha escluso dalle specie cacciabili quelle acquatiche e ha limitato la preapertura a una sola giornata. In questo quadro le associazioni venatorie invitano i cacciatori a non appendere al chiodo le doppiette e a non darla vinta alla crisi, rivendicando il loro ruolo nella prevenzione degli incendi e nella tutela dell’ambiente. A ribadire questa funzione, in un momento di forti polemiche, ci pensa Federcaccia, che a Perugia annuncia un accordo per la presenza, nella provincia, di 14mila cacciatori-sentinelle dell’ambiente durante il primo fine settimana di preapertura. (Laura Giannoni – ANSA)

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