Caccia: bene se è responsabile. Il parere dei cittadini di E-R e Marche


Nessuna contrarieta’ alla caccia, a patto che sia responsabile e sostenibile. Cosi’ gli abitanti dell’Emilia-Romagna e delle Marche, si rapportano all’attivita’ venatoria, particolarmente diffusa sul territorio e non sgradita al 54% della popolazione delle due regioni ne’ condannata a priori. A inquadrare in questo modo lo slancio per la caccia di emiliano-romagnoli e marchigiani sono due ricerche condotte dall’istituto Astra Ricerche, presentate a Bologna. Commissionate dal Comitato nazionale caccia e natura e da Face Italia, coordinamento cui fanno capo le principali associazioni venatorie nazionali, i due studi – ‘Gli italiani e la caccia’ e ‘I cacciatori italiani e la caccia’ – svelano il grado di attenzione e coinvolgimento dei cittadini verso un settore spesso al centro del dibattito e della critica nazionale. Dall’analisi dei dati relativi all’Emilia-Romagna e alle Marche raccolti da ‘Gli italiani e la caccia’, emerge come i favorevoli alla caccia costituiscano il 54% dei residenti compresi tra i 18 e gli 80 anni. Nel dettaglio, il 22% si dichiara ‘pro-caccia’ mentre il 32% e’ ‘pro-caccia’ a patto che sia limitata, responsabile e sostenibile. Solo il 28% dei residenti e’ consapevole che in Italia la caccia e’ permessa con vincoli molto rigidi e mentre il 44% dei residenti non conosce assolutamente nulla della materia e delle norme che la regolano. Guardando, invece, ‘I cacciatori italiani e la caccia’, il ritratto che emerge del cacciatore in Emilia-Romagna e nelle Marche, e’ quello di una persona a favore della caccia limitata, responsabile, legale (69%), preoccupata per la caccia selvaggia (57%): il 97% dei cacciatori emiliano-romagnoli e marchigiani caccia prevalentemente nelle zone consentite. Quanto al peso economico, il 54% dei cacciatori spende in una stagione fra i 2.000 e i 4.900 euro, con un 12% che spende da 5000 a 7500 euro e un altro 12% che spende oltre i 7.500 euro. Evidente, inoltre, il peso politico dei cacciatori: 43% che dichiara di mutare le proprie scelte elettorali in base alle posizioni dei diversi schieramenti in merito alla caccia. ”Esercitando la sua passione secondo i metri della sostenibilita’ e dei principi scientifici e biologici che regolano le dinamiche delle popolazioni selvatiche, il cacciatore costituisce una utile presenza sul territorio e un prezioso strumento di gestione – ha osservato in una nota l’assessore regionale all’agricoltura, economia ittica, attivita’ faunistico-venatoria dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni -. Una caccia regolamentata e sostenibile, condotta nel rispetto dell’ambiente, della fauna e del territorio – ha concluso – non puo’ che avere riflessi positivi sulla biodiversita’ nel suo complesso, a favore di tutta la collettivita”’. (ANSA).

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