Caccia: richiami vivi, 13 associazioni contestano E-R

Caccia 2Tredici associazioni ambientaliste o animaliste di Bologna (tra le quali Lac, Lav, Wwf, Lipu) contestano la Regione Emilia-Romagna dopo la decisione della Commissione europea di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per la cattura e l’uso di uccelli selvatici come richiami vivi per la caccia. Le associazioni si sono date appuntamento oggi nella sala Auditorium al Fiera District, dove “la Regione ha organizzato per i cacciatori un incontro al fine di definire strategie per poter continuare queste barbare pratiche”, scrivono le 13 associazioni in una nota, annunciando che “saranno presenti per dimostrare la loro contrarietà a questo atteggiamento arretrato e incivile”. La Regione, accusano gli animalisti, è “complice e succube dei cacciatori” e autorizza “la cattura di piccoli uccelli migratori (tordi, allodole, cesene)”, poi usati “come richiami nella caccia da appostamento. Questa pratica è severamente vietata” ma diverse Regioni “la autorizzano ricorrendo a provvedimenti ‘in deroga’ alla Direttiva comunitaria. La deroga – obiettano – è uno strumento previsto solo per eccezionali e documentati motivi e non per gestire l’ordinario, come fanno invece le Regioni”. Dal 1994, l’Emilia Romagna ha autorizzato “59 impianti di cattura, i cosiddetti ‘roccoli’. Ancora oggi sono 30 i roccoli attivi, autorizzati a catturare 5.614 uccelli all’anno, incluse specie in declino in Italia ed Europa, come l’Allodola e la Pavoncella”. (ANSA).

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