Caccia: verso il rinnovo dei Consigli direttivi degli ATC dell’area bolognese

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Sono state avviate le procedure per il rinnovo dei Consigli direttivi degli ATC, i tre ambiti Territoriali di caccia della Provincia di Bologna che occupano oltre il 60% della superficie agrosilvopastorale per una totale di circa 213.000 ettari.
Gli ATC scadono a dicembre del 2013 e rimarranno in carica per i prossimi 5 anni.
Il restante territorio è interessato da ambiti ove vige il divieto di caccia (zone di ripopolamento, oasi, Parchi) per circa il 25% pari a circa 85.000 ettari – e da ambiti privati (aziende venatorie e centri riproduzione fauna allo stato naturale) che coprono l 11% del territorio per circa 37.000 ha.
“La gestione faunistico-venatoria della nostra provincia” – precisa Stefano Grementieri, responsabile delle problematiche venatorie della Cia di Imola – , “da quando la fauna ungulata si è allargata fin quasi in pianura (ricordiamo che i censimenti 2012 segnalano oltre 25.000 caprioli, quasi 2.000 cervi, 1.300-1.400 daini e circa 10.000 cinghiali), non è più affare di esclusiva competenza dei cacciatori che sono circa 10.000 ma, un problema per tutti i cittadini visto l’alto tasso di incidenti stradali e soprattutto per le imprese agricole che si vedono sottrarre ogni anno una percentuale crescente di Produzione Lorda Vendibile dal pascolo di questi 40 mila quadrupedi selvatici.
Purtroppo in questi ultimi 5 anni la gestione degli ATC, che incamerano e gestiscono annualmente circa 2 milioni di euro di entrate dei cacciatori, non è stata soddisfacente per il mondo agricolo che, specie nell’ ATC BO3 di collina e montagna sinistra Reno, è pieno di criticità e vede un diffuso malcontento degli imprenditori agricoli in particolare per quanto riguarda la prevenzione e il risarcimento dei danni. A questo stato di cose occorre porre rimedio e la CIA, dopo aver svolto numerosi incontri con i propri associati specie in montagna, ha deciso di affrontare il problema con il massimo impegno che si traduce in primo luogo nel cercare di incidere di più e quindi condizionare maggiormente la gestione degli ATC, i quali alla luce della vigente legislazione sono strutture da cui non si può prescindere.
Pertanto, oltre che un parziale avvicendamento dei nostri consiglieri con l’inserimento di persone competenti, si è puntato su un riequilibrio delle componenti dei 20 consiglieri che in ognuno dei tre ATC in scadenza vede la prevalenza, per alchimie politiche varie, della componente venatoria. La composizione prevista dalla legge è la seguente: 6 mondo agricolo – 6 mondo venatorio – 4 ambientalisti (che in realtà erano per i 2/4 cacciatori) e 4 nominati dalla Provincia (anche qui per i 2/4 erano stati nominati dei cacciatori).
Nel contempo dopo un confronto con la componente venatoria è stato sottoscritto un Accordo da valere per il 2013/2018, tra i presidenti di tutte le Organizzazioni agricole e il Presidente della Federcaccia di Bologna che rappresenta oltre il 70% dei cacciatori aderenti all’ ATC, che prevede quanto segue:
1. Elaborare un nuovo regolamento per la prevenzione ed il risarcimento dei danni alle colture agricole, comune per i tre ATC, che in particolare contempli la gestione della messa in opera della prevenzione e le modalità ricorsuali per gli agricoltori;
2. Insediare un arbitrato, con apposito regolamento, nel centro servizi, composto da tre tecnici, indicati rispettivamente uno dal mondo agricolo, uno da Federcaccia e uno di comune accordo;
3. Incaricare il Centro Servizi, di individuare un elenco di nominativi di periti, da utilizzare per l’ accertamento danni nei tre A.T.C. Tale elenco dovrà essere preventivamente concordato tra le O.O.P.P. Agricole e Federcaccia.
4. Verificare la possibilità di ricercare eventuali figure tecniche esterne, preventivamente concordate, da affiancare al Presidente del Centro Servizi, per consentire il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, con incarichi a progetto.
5. Elaborare un nuovo Regolamento comune per i tre ATC, relativo agli interventi ambientali in agricoltura volti a favorire la gestione, la tutela e la salvaguardia della fauna selvatica. Tale regolamento, imperniato sulla collaborazione tra aziende agricole e ATC, tenuto conto delle specifiche ambientali ed agricole dei territori, dovrà in particolare contemplare metodologie gestionali tese alla produzione di piccola fauna stanziale autoctona, ad una migliore gestione degli ungulati e dovrà salvaguardare e tutelare in via prioritaria le produzioni agricole di collina e di montagna.
6. Nomine rappresentanti degli A.T.C.
Si è richiesto alla Provincia, che le persone che dovrà nominare in seno ai comitati A.T.C., facciano riferimento a Sindaci o in subordine a Vicesindaci dei comuni ricadenti all’ interno dell’ A.T.C., e che i nominativi indicati non siano né cacciatori né agricoltori.
Per quanto ci riguarda tra i nominativi che la CIA ha designato quali componenti i Consigli direttivi, nell’ ambito di un apparentamento “Alleanza per l’ agricoltura”, in base alle regole di rappresentatività dovrebbero essere nominati i seguenti associati :
ATC BO1
(pianura)
Hendrik Hagedoorn
Roberto Ferrari
ATC BO2
(Collina, Montagna e pianura Imolese OZZANO – Medicina)
Cristian Venturi (CIA BO)
Franco Samorì (CIA Imola)
ATC BO3
(collina e montagna sinistra Reno)
Giorgio Vitali
Valentino De Maria

Per quanto ci riguarda è evidente che il nostro obiettivo prioritario è quello di ridurre drasticamente il numero degli animali causa fondamentale dei gravi problemi che da troppo tempo pesano sulle aziende agricole”.

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