Caffè Pedrocchi e i sapori d’Italia

Piatti di terra e di mare in Laguna: Garibaldi qui non arrivò in tempo per combattere, ma da Chioggia arrivò il più giovane dei suoi avventurosi compagni.
“ Il morbo infuria
Il pan ci manca
Sul ponte sventola
Bandiera bianca! ”
Sono forse i più famosi versi dell’epopea risorgimentale, li scrisse Arnaldo Fusinato, uno dei difensori della Repubblica di San Marco, ultimo baluardo di resistenza dopo le illusioni del 1848. Garibaldi visse la più drammatica delle sue rotte (e ne aveva vissute tante in mari e terre perigliosi!), perdendovi la sua amata, per tentare a Venezia ciò che non gli era riuscito con la Repubblica Romana. Non arrivò in tempo, ma la sua anima era là, con l’amico Daniele Manin. E anche se ci fosse stato con il suo schioppo e il suo genio non avrebbe potuto fare meglio di lui: per Venezia non era ancora il momento giusto. Se lui, di persona, non fu protagonista in laguna, questa diede un contributo importante ai suoi Mille: un bambino o poco più, il più giovane dei coraggiosi che partirono da Quarto. Era di Chioggia, si chiamava Giuseppe Marchetti e aveva 11 anni. La finzione cinematografica, fin dai tempi del muto, e il mito ne hanno fatto un eroe morto tra le braccia del padre con una pallottola nel cuore a Calatafimi. In realtà eroe fu, anche nel 1866, ma la sua morte fu meno gloriosa e più penosa: ancora giovane, malato, povero in canna, in un ospedale, vittima dell’ingratitudine. Il sospetto nei confronti dei Garibaldini nel Piemonte sabaudo dopo l’Unità fu una delle tante contraddizioni del faticoso cammino unitario.
Oggi come allora la laguna veneta ha conservato la sua unicità nel buon mangiare: quel curioso matrimonio tra prodotti di un’acqua un po’ meno salata e di una terra delle piccole isole che invece di sale è spolverata. Le verdure delle isole lagunari hanno un gusto particolare, il miele, persino lui, simbolo di dolcezza, è un tantino salato, i frutti di mare – granchietti, seppioline, gamberetti, conchiglie – sono arricchiti da una dieta mista portata dall’incontro tra le acque del mare e quelle delle fresche risorgive che si riversano in laguna. Il pesce, poi, è tanto buono perché si abbuffa di questi frutti di mare. Insomma, il cibo di un biotopo unico animato dall’allegra versatilità veneziana per piatti di gran sapore e spumeggiante leggerezza, semplici e nel contempo raffinati per la capacità di esaltare i gusti intrinseci della specialissima materia prima.

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