Calano in Italia, aumentano all’estero i consumi dei prodotti a denominazione

Consumi a due velocità per i prodotti agroalimentari a denominazione d’origine italiani: nel primo trimestre 2012 perdono il 2% sul fronte interno ma aumentano del 5% per quanto riguarda l’export. Lo afferma all’ANSA, Mauro Rosati, segretario generale di Qualivita e autore dell’Atlante della Fondazione Food&wine, presentato questa mattina al ministero delle Politiche agricole. Un patrimonio che al consumo, spiega Rosati sulla base degli ultimi dati rilevati, vale complessivamente 15 miliardi, dove le 243 denominazioni alimentari, di cui 152 Dop, 89 Igp e 2 Stg, è pari a 6 miliardi di euro, mentre i 521 vini tutelati, di cui 73 Docg, 330 Doc e 118 Igt, è di 9 miliardi di euro. Nonostante stia crescendo il numero delle denominazioni, una cinquantina negli ultimi anni, il giro d’affari rimane stabile. “Molte delle new entry – spiega Rosati – sono micro prodotti ed è per questo che il valore è più o meno rimasto stabile”. Troppe denominazioni? “No, l’importante è farle funzionare bene e quindi saperle mantenere e valorizzare”. (ANSA)

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