Cala il reddito degli agricoltori italiani

Negli ultimi cinque anni, dal 2005 e al 2009, i redditi degli agricoltori italiani hanno subito un taglio del 34%, a fronte di un aumento dei prezzi produttivi del 20% e di un calo dei prezzi praticati sui campi del 18%. A lanciare l’allarme, in una nota, è la Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo la quale il trend al ribasso dovrebbe proseguire anche nel 2010, con una diminuzione di reddito stimata, per difetto, tra il 5 e il 7%. L’associazione, denunciando l’impatto della crisi, “più drammatico per gli agricoltori italiani” rispetto ai colleghi europei, ha ricordato come il 2009 sia stato l’anno del “colpo di grazia”: lo scorso anno, infatti, i redditi sono crollati del 21%, il ribasso più significativo degli ultimi dieci anni. Ad ogni modo, ha evidenziato l’associazione, “è dal 2000 che i redditi calano”, nonostante le eccezioni del 2004 e del 2008 (+1,6% nel 2000; -1,8% nel 2001; -2,6% nel 2002; -2,2% nel 2003; +3,5% nel 2004; -10,4% nel 2005; -3,4% nel 2006; -2,0% nel 2007; +2,0% nel 2008; -20,6% nel 2009). L’anno in corso, ha continuato l’associazione, non fa prevedere miglioramenti: “i prezzi praticati sui campi – si legge nella nota – dovrebbero segnare un calo intorno al 4%, certamente minore a quello registrato nel 2009 (meno 13,4%)”. Stesso discorso, ha continuato l’associazione, “per i costi produttivi, in particolare quelli petroliferi (aumentati anche per l’abolizione del “bonus gasolio” per le serre), che a luglio scorso hanno segnato un incremento tra il 9 e il 10% nei confronti dell’analogo periodo del 2009, con picchi del 26% per il comparto degli ortaggi, del 24% per la frutta e del 14% per il latte e i suoi derivati”. Non dissimile infine la situazione degli oneri contributivi che, ha concluso la Cia, “in poco meno di due anni sono cresciuti quasi del 30%”.

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