Cambiano le etichette alimentari, saranno più trasparenti

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Al supermercato, o a cena fuori, senza brutte sorprese nel piatto per i tanti – un numero crescente pari ad almeno 2,5 milioni di italiani, secondo una stima Coldiretti – che soffrono di allergie alimentari. Ma non solo: anche se si acquista o ordina carne o pesce ricongelati, il ”ricongelamento” avvenuto andrà presto indicato in etichetta come, a caratteri leggibili, andrà messa in chiaro la presenza di ingredienti con glutine, a tutela dei celiaci, e la presenza di allergeni comuni come la frutta in guscio, i molluschi, le arachidi, la soia o il sedano. In virtù dell’applicazione del Regolamento comunitario 1169/2011 già entrato in vigore in altri Paesi Ue, tra due settimane, dal 13 dicembre, anche in Italia cambiano le etichette degli alimenti e bevande, e arrivano nuovi obblighi per i gestori di ristoranti, pizzerie e pubblici esercizi, che dovranno indicare nei menu la presenza di eventuali allergeni. La novità, che sta provocando gran ‘maretta’ tra gli operatori del settore ristorazione, è tuttavia ben accolta nel mondo sanitario ma anche dagli addetti alla pesca e alcune organizzazioni agricole che vedono nella trasparenza una leva di rilancio dei consumi alimentari. In particolare, secondo Federcoopesca-Confcooperative, ”le nuove regole sull’etichettatura degli alimenti potrebbero far aumentare del 22% le vendite di pesci, molluschi e crostacei”, tra gli allergeni più popolari nei banchi-vendita. Ancora più ottimista Fernando Favilli, membro del consiglio direttivo di Assobio: ”si apriranno le porte del consumo di cibo fuori casa” afferma a nome dei produttori del biologico. E’ tempesta invece nelle sedi Fipe Confcommercio: “A tre anni dalla pubblicazione del regolamento europeo – denuncia Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe – gli esercenti italiani attendono ancora di sapere quali indicazioni dovranno fornire, e come. E non sanno l’entità delle sanzioni. È inaccettabile” tuona. Incerto anche il calendario: “solo dopodomani saranno presentati i decreti attuativi – sottolinea il direttore generale di Fipe-Confcommercio, Marcello Fiore – e prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e dell’entrata in vigore saranno passati molti giorni, ben oltre la data del 13″. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia stima costi per gli esercenti non inferiori a 50 milioni di euro e con dei menu molto più simili alla Treccani”. Tuttavia, ”leggere e comprendere le etichette degli alimenti è importante perché ci consente di fare scelte più sane e consapevoli”, sottolinea il ministero della Salute che, sul proprio sito, pubblica una mini guida ai cambiamenti in etichetta. L’operazione-trasparenza ha indubbi vantaggi sia in termini di tutela della salute che nel calmierare i costi sanitari. ”Indicando nei menu gli allergeni presenti nei piatti si potrebbero evitare fino al 50% o 60% dei casi di accesso al pronto soccorso per choc anafilattico o crisi allergiche gravi” affermano gli allergologi: ”la maggior parte dei ricoveri d’urgenza dovuti a questi motivi avvengono proprio dopo pasti in luoghi pubblici e sono dovuti alla manipolazione del cibo nei ristoranti”, spiega Antonino Musarra, presidente eletto dell’Aaito, Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri.
(di Alessandra Moneti – ANSA)

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