Camorra: Cia, in agricoltura 240 reati al giorno

guardia finanzaLa piovra della criminalita’ organizzata allunga sempre di piu’ i tentacoli su agricoltura e agroalimentare. Solo nel settore primario le infiltrazioni delle mafie producono piu’ di 240 reati al giorno, praticamente otto ogni ora, e mettono sotto scacco 350 mila agricoltori. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l’operazione anticamorra che ha portato a 18 arresti tra Ciociaria e Caserta. Attraverso il controllo nelle campagne -sottolinea la Cia- la criminalita’ organizzata cerca di incrementare i propri affari illeciti esercitando il controllo in tutta la filiera alimentare, dai campi allo scaffale del supermercato. Un “presidio” che avviene tramite l’accaparramento dei terreni agricoli, l’intermediazione dei prodotti, il trasporto e lo stoccaggio fino all’acquisto e all’investimento in bar, ristoranti e centri commerciali. La lista dei reati perpetuati nel settore e’ lunga e ha un conto pesante: dai 4,5 miliardi calcolati tra furti e rapine ai 3,5 miliardi del racket. E poi i 3 miliardi dell’usura, il miliardo e mezzo delle truffe, i 2 miliardi dell’agropirateria e della contraffazione, il miliardo delle macellazioni clandestine, i 18,5 miliardi dell’abusivismo edilizio e i 16 miliardi delle ecomafie.
Ma le conseguenze sono devastanti, perche’ questa presenza mafiosa “strozza” il mercato, distrugge la concorrenza e instaura un “controllo” basato su paura e coercizione -continua la Cia-. Le organizzazioni criminali, infatti, impongono i prezzi d’acquisto agli agricoltori, controllano la manovalanza degli immigrati con il caporalato, decidono i costi logistici e di transazione economica, utilizzano proprie ditte di trasporto, possiedono societa’ di facchinaggio per il carico e scarico e ora arrivano anche fino alla tavola degli italiani, con l’ingresso nella Gdo e nella ristorazione.
Ecco perche’ operazioni come quella di oggi sono importanti: bisogna sgretolare il potere della criminalita’ organizzata nell’agroalimentare e per questo serve fare “rete” con le istituzioni, la magistratura e con le forze dell’ordine -conclude la Cia- e colpirli nei propri interessi economici, prima di tutto attraverso il sequestro e la confisca dei beni.(AGI)

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