Campania: piano anti incendi boschivi

Che bruciare un bosco costituisca un reato di danno ambientale è sicuramente
condivisibile, che ciò sia un effettivo deterrente è, purtroppo, tutto da
dimostrare. Cosi è intervenuto, il Rappresentante della Consulta Nazionale
dell’Agricoltura, Rosario Lopa , a margine della presentazione del Piano
Regionale A.I.B. 2011 (anti incendio boschivo). Le leggi, ha sottolineato
Lopa ,per essere efficaci, devono infatti essere applicate e ciò, significa
che deve esserci la certezza della pena per coloro che commettono reati;
invece, per quanto riguarda gli incendi boschivi, sappiamo tutti che il
numero di reati accertati e di colpevoli consegnati alla giustizia è molto
basso rispetto alla quantità degli stessi incendi. Per questo motivo,
sottolinea l’esponente dell’Agricoltura,ferma restando la volontà messa in
capo dalla Regione dalle Province, dal Corpo Forestale e degli enti preposti
di moltiplicare gli sforzi per combattere gli incendi, continuo a ritenere
che, in questo campo, la migliore arma debba essere la prevenzione, intesa,
sia come cura e sorveglianza dei boschi, sia come educazione del cittadino
al rispetto del bene ambientale. Ormai è da anni che assistiamo alla
completa inefficienza degli enti locali preposti nello svolgere con un
minimo di dignità, tale delicatissimo compito delegato. Si dovrà applicare
il piano regionale AIB, e attivare le strategia per iniziare ad affondare la
delicatissima problematica, con soluzioni efficaci come la realizzazione di
torrette di allestimento in zone strategiche che risolverebbero
brillantemente il problema della prevenzione e del tempestivo intervento sul
fuoco. La realtà, spiega Lopa, è che la lotta agli incendi estivi si
costruisce nel corso dell’anno, preparando per tempo uomini, mezzi dotati di
tecnologie avanzate come il controllo satellitare, ed un’adeguata
intelligence investigativa per colpire preventivamente gli interessi
speculativi dei piromani, aumentando anche la strettissima collaborazione
tra Stato e Regioni ed enti preposti, necessaria a fronteggiare gli incendi
boschivi, e finalmente ribaltare, grazie alla sensibilità dell’Assessore
Amendolara, il copione già visto di scarica barile tra la Regione e gli
altri enti preposti. Infine, secondo Lopa, è necessario lanciare una grande
campagna di volontariato nella protezione civile per stimolare i giovani e i
meno giovani a contribuire alla preziosa opera delle forze di sicurezza
pubblica. Il volontariato può essere la punta di diamante di quella generale
sensibilizzazione di tutti i cittadini napoletani alla difesa del patrimonio
boschivo, cittadini che invito fin d’ora di vigilare contro ogni forma di
disattenzione che insieme all’opera criminale dei piromani, sono le
principali cause dei nuovi focolai. L’azione di supporto dell’Agricoltura,
ha concluso Lopa,voluta fortemente dall’allora Ministro Alemanno, fu lo
stanziamento di fondi (25.800.000 euro ) e una serie di interventi: come la
campagna capillare di sensibilizzazione e mobilitazione del cittadino “Chi
ama non brucia” è il nostro appello per accendere la passione e spegnere
l’indifferenza.

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