“Candelora” sotto la neve : dall’inverno semo fora?

Tradizioni popolari, santi e proverbi, e dopo i giorni della merla che hanno portato la grande neve, ecco la Candelora, il 2 febbraio. Il nome popolare (deriverebbe dal tardo latino “candelorum”, per “candelaram”, benedizione delle candele) attribuito dai cristiani alla festa celebrata il 2 di febbraio in ricordo della presentazione di Maria al tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Le origini di questa festa sono però precedenti Andando indietro nel tempo, in italia, a Roma, risaliamo ai Lupercalia che si celebravano alle Idi di febbraio, per i romani l’ultimo mese dell’anno, che servivano a purificarsi prima dell’anno nuovo e a propiziarne la fertilità. Un’altro momento particolare della festa era la ‘februatio’, la purificazione della città, in cui le donne giravano per le strade con ceri e fiaccole accese, simbolo di luce.
Sempre in merito alle origini italiche della Candelora,ci sono citazioni nel “Lunario Toscano” dell’anno 1805 . Ancora oggi in Sicilia, Questi ceri vengono custoditi nelle case, e si ritiene tengano lontani gli influssi maligni
La Candelora, collocata a mezzo inverno nel tempo astronomico, coincide nel ciclo agreste/vegetativo con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera;
Un celebre proverbio recita “Candelora dell’inverno semo fora”, ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito. Il proverbio continua “Ma se piove e tira vento, dell’inverno semo drento”, ossia se il 2 febbraio il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno. Ma c’e’ anche un’altra versione del rito della Candelora « Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora; ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno E’ quindi un momento di passaggio, tra l’inverno/buio/”morte” e la primavera/luce/risveglio. Diciamo che indubbiamente, se questa ultima versione e’ quella valida, con la neve abbondante dei primi di febbraio , dovremmo essere garantiti da un inverno meno rigido nel proseguire dei giorni.
La Candelora in alcuni luoghi viene chiamata “Giorno dell’orso”. In questo particolare giorno, l’orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e’ il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori. Per gli americani è invece la marmotta a “decretare” l’arrivo o meno della primavera. Il 2 febbraio viene chiamato il “giorno della marmotta” e, in particolare, un paese chiamato Punxsutawney, a nord di Pittsburgh in Pennsylvania, ospita il Groundhog Day (giorno della marmotta ) in cui una marmotta è al centro di una rappresentazione in cui viene fatta uscire dalla sua tana e se vede la sua ombra, l’inverno continuerà per altre sei settimane.
La Candelora è anche legata ad alcune feste di origine agreste, in molti Paesi europei, infatti, si cucinano piatti specifici, che vengono offerti alla natura o alle fate, come in Francia.

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