Caporalato: 2016 anno di svolta, confisca più temuta del carcere

raccolta pomodori
Lotta al caporalato no stop, con inasprimento delle pene che contemplerà anche pene patrimoniali, più temute di qualche mese di carcere, ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Sul contrasto al lavoro nero in agricoltura oggi tre ministri – Martina, Poletti e Orlando, i cofirmatari del disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri e ora in approdo al Senato – a confronto con le associazioni agricole, i sindacati e le imprese alimentari e della distribuzione quale ”segno – ha sottolineato Orlando – di una volontà politica chiara, non marginale, e anche di carattere strategico”. Secondo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina ”il 2016 dovrà essere l’anno di svolta. E il Ddl per la prima volta prevede un Piano di accompagnamento dei lavoratori stagionali con ingaggio del Terzo Settore, a partire dal Piano di accoglienza dei lavoratori stagionali. Bisogna tuttavia crederci nella ‘Rete del lavoro agricolo di qualità’, un ”tratto discriminante in positivo” che oggi però conta l’adesione di circa 200 imprese, ”appena un’impresa su mille” precisa la Fai-Cisl tra quelle del comparto primario. La lotta al caporalato, per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti “passa attraverso la nuova legge ma anche col rafforzamento dei controlli che questa estate hanno verificato un 50% di irregolarità. Siamo di fronte ad un fenomeno che ha una lungo storia alle spalle e che oggi non è in emergenza ma è urgente. Dobbiamo risolverlo, vogliamo veramente bonificare”. ”E’ importante la tutela delle vittime del caporalato dopo l’intervento repressivo” ha ricordato il ministro Orlando. L’incontro è stato proficuo, a giudizio di sindacati e organizzazioni agricole,,che chiedono premi e incentivi per premiare le imprese agricole virtuose, che sono poi la maggioranza. Senza però estensione dei voucher, ha chiarito il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. In quattro punti ecco le principali novità del disegno di legge per il contrasto al caporalato e al lavoro nero in agricoltura: – RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ: si estende l’ambito dei soggetti che possono aderirvi; ampliate le funzioni della Cabina di regia della Rete stessa, presieduta dall’Inps e composta da rappresentanti di sindacati, organizzazioni agricole e Istituzioni. – ACCOGLIENZA DEI LAVORATORI AGRICOLI STAGIONALI: le amministrazioni statali direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo. – INDENNIZZI PER LE VITTIME: Per la prima volta si decide di estendere le finalità del Fondo sulle vittime della tratta anche alle vittime del delitto di caporalato, considerata la omogeneità dell’offesa e la frequenza dei casi registrati in cui la vittima di tratta è anche vittima di sfruttamento del lavoro. – INASPRIMENTO DEGLI STRUMENTI PENALI: estensione dell’arresto obbligatorio anche al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; introduzione della responsabilità amministrativa degli enti per il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; estensione da un lato della confisca obbligatoria, anche per equivalente, al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, dall’altro dell’istituto della confisca estesa o allargata. (di Alessandra Moneti – ANSA).

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