Caporalato: Anicav, prosegue impegno per filiera più etica

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Un protocollo per una filiera più etica, sostenibile e di qualità. Anicav, l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, ha siglato assieme ad un ente internazionale di certificazione un’intesa per la promozione e la diffusione della cultura della qualità e della sicurezza dei prodotti. L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di svolgere un’importante azione di sensibilizzazione, condivisa da tutti gli attori della filiera, in materia di responsabilità sociale, attraverso percorsi che portino ad un “riconoscimento etico” che preveda, tra l’altro, l’implementazione di certificazioni a carattere globale al fine di rispondere alle crescenti esigenze del mercato in materia di tutela dei lavoratori e di rispetto dell’ambiente” “Il documento di intenti – spiega il direttore generale di Anicav, Giovanni De Angelis – si inserisce nell’ambito delle iniziative che stiamo portando avanti per il contrasto al fenomeno del lavoro irregolare e del caporalato, che rappresenta un elemento di grande criticità per il settore. Con questo strumento, infatti, l’industria del pomodoro intende dare un deciso contributo per debellare un fenomeno che, seppur eccessivamente sovrastimato e solo indirettamente riferibile alle aziende della trasformazione riguardando essenzialmente il mondo agricolo, rappresenta un tema sensibile per l’intera filiera”. Già a partire da questo mese – aggiunge la nota – Anicav ha avviato corsi specializzati dedicati agli addetti ai lavori e ai tecnici aziendali. In particolare, in tema di condizioni etico-sociali, gli attori della filiera hanno già inaugurato un percorso per dotarsi di certificazioni riconosciute a livello internazionale, la certificazione SA8000 per le imprese di trasformazione e il protocollo GlobalGap per le aziende agricole. Il protocollo rientra tra le proposte che Anicav ha avanzato al tavolo tecnico recentemente istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole che ha coinvolto tutte le rappresentanze agricole e industriali del pomodoro italiano per la costituzione di una “Cabina di regia” del pomodoro da industria. In questo senso – conclude Anicav -, il progetto di definizione di un Protocollo potrà essere accompagnato, secondo la proposta istituzionale di Anicav, dall’introduzione di un marchio di proprietà del Ministero delle Politiche Agricole. Una nuova etichetta in grado di tracciare la performance ambientali di materie prime e prodotti del pomodoro italiano, valutando l’impatto ambientale e sociale dell’intero comparto, andando anche a completare e integrare quanto già avviato dalla Rete del Lavoro agricolo di qualità.

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