Caporalato: ok da commissione Agricoltura Senato a ddl

La Commissione Agricoltura del Senato ha concluso i lavori sul ddl contro il caporalato. “Siamo pronti per andare in aula dove auspico un rapido iter che permetta l’approvazione del provvedimento prima della pausa estiva”, commenta la senatrice del Pd, Maria Grazia Gatti, relatrice del testo. “Il provvedimento uscito dalla Commissione è la sintesi di un lavoro lungo a cui hanno contribuito tutti i gruppi – sottolinea la senatrice Pd – ed il testo prodotto ha riscritto il reato definendo anche una responsabilità per le imprese che impiegano mano d’opera in condizioni di sfruttamento. Oltre alla parte penale e sanzionatoria il ddl contiene una parte relativa alle politiche di prevenzione e contrasto al fenomeno con la rete del lavoro agricolo di qualità”. “La rete, attualmente costituita solo dalla cabina di regia, si articola sul territorio coinvolgendo tutti i soggetti in grado di affrontare i due problemi del caporalato: l’organizzazione del collocamento agricolo e quella del trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro. Si tratta di un passo importante che prova ad affrontare un problema che segna negativamente non solo l’agricoltura ma anche altri settori e mette a rischio la qualità dei nostri prodotti”, aggiunge. “Le dimensioni del fenomeno e le condizioni di estremo sfruttamento che esso comporta sui lavoratori sono inaccettabili e incompatibili con il nostro ordinamento costituzionale. Questo provvedimento è atteso da molto sia dalle parti sociali che da tutto il Paese, ci auguriamo che possa essere approvato con il più largo consenso”.
“Molto bene l’approvazione in commissione agricoltura al Senato della nostra proposta di legge contro il caporalato. Ora serve uno sforzo in più: approvarla in aula entro luglio”. Così il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. “Abbiamo bisogno degli strumenti del provvedimento per rafforzare – continua il ministro Martina – la tutela dei lavoratori, per impedire lo sfruttamento ed estirpare questa piaga inaccettabile. Chi sfrutta deve pagare, perché sulla dignità delle persone non è consentito fare margini economici”. “Il nostro lavoro – conclude Martina – va comunque avanti, attraverso l’impegno nei controlli con gli ispettori del ministero del Lavoro affiancati da Carabinieri e Corpo Forestale. Con l’azione coordinata delle prefetture insieme agli operatori del terzo settore nei territori più a rischio per portare assistenza anche sanitaria e gestire l’accoglienza dei lavoratori stagionali immigrati. Abbiamo segnato un cambio di passo, ora serve la legge per avanzare ancora”. (ANSA)

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