Car sharing anche per i trattori, taglia costi in campo

Aziende Agricole 1Non c’è solo il car sharing tra le abitudini che si stanno affermando nella vita degli italiani, ora oltre all’auto c’è anche il trattore condiviso. Complice la crisi e la necessità sempre più impellente di tagliare i costi di produzione nei campi, da qualche tempo si sta diffondendo tra gli agricoltori la consuetudine a condividere trattori ma anche lavoratori, facendo assunzioni congiunte. Si chiamano contratti di rete e si realizzano stipulando un particolare accordo tra aziende che permette di preservare l’autonomia imprenditoriale e al contempo accrescere la capacità innovativa e la singola competitività. Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere su quasi 10 mila imprese italiane che aderiscono ad un contratto di rete, una su dieci appartiene al settore agro-alimentare; su poco meno di mille aziende, quindi, 600 riguardano l’agricoltura e 353 l’agroalimentare. Introdotto oltre 4 anni fa, questo strumento nasce per unire le forze. Dopo una prima fase di rodaggio, le reti di imprese nella filiera agro-alimentare si stanno diffondendo, anche se in misura diversa, in tutte le Provincie e le Regioni, con la Lombardia in testa (16,4%), seguita da Sardegna (15.7%), Emilia Romagna (6,5%) e Toscana (9,1%). Tre, al momento, i settori più attivi in questo speciale gioco di squadra: la zootecnia, la risicoltura e l’agriturismo, dove la prima chiave di successo è poter abbattere i costi aziendali fino al 20%, grazie alla possibilità di costituire delle vere e proprie centrali di acquisto. A piacere è anche la possibilità di fare assunzioni congiunte di personale, a patto che almeno il 50% delle imprese della rete siano del settore primario; altro punto a favore riguarda la possibilità di predisporre il contratto anche in modalità telematica, con sottoscrizione digitale delle parti contraenti e assistenza da parte dell’associazione di categoria. Pochi i paletti per poter costituire una rete: non c’è un numero minimo di imprese e tanto meno limiti di natura territoriale o merceologica, per cui alla medesima rete possono partecipare aziende di settori diversi; libera anche la durata del contratto. Unica condizione essenziale per farne parte è l’obbligo per tutti i partecipanti di essere iscritti al Registro delle Imprese. E a stabilire le regole per dare vita ad una rete sono gli imprenditori stessi. (di Sabina Licci) (ANSA)

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