Carne cavallo: lontana l’origine in etichetta. Nel 2014 solo per suini, ovini, caprini e volatili

carne 2Nell’Unione Europea è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza della carne bovina, misura scattata dopo l’emergenza mucca pazza, ma non quella di coniglio e cavallo, e neanche la carne di maiale, che è tabù nella dieta dei consumatori di religione ebraica e musulmana. L’urgenza di misure anti-frode è testimoniata non solo dallo scandalo della carne di cavallo ma anche dai dati: nel 2012 le frodi alimentari in Italia scoperte dai Nas hanno portato al sequestro di quasi 20 milioni di chili di prodotti alimentari e bevande per un valore di 468 milioni di euro. “In Europa – lamenta la Coldiretti – si procede con estrema lentezza, anche per effetto della pressione delle lobby, con il Regolamento n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori approvato nel 2011 che entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014 per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili”. Tuttavia, continua l’organizzazione agricola, per le carni diverse come quella di coniglio e appunto equine, nonché per il latte e formaggi, la data del 2014 rappresenta solo una scadenza per la presentazione di uno studio di fattibilità. Acquisti alimentari consapevoli con indicazioni chiare sulla provenienza del cibo ad oggi in Europa sono possibili solo per la carne bovina e per il pesce. Hanno la carta d’identità anche frutta e verdura: dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. E dal primo gennaio 2004 c’é il codice di identificazione per le uova- Poi a partire dal primo agosto 2004 è arrivato l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto e dal primo luglio 2009 l’obbligo di indicare anche l’origine delle olive impiegate nell’olio. “Ma l’etichetta – precisa la Coldiretti – resta anonima oltre che per la carne non bovina, anche per i salumi, i succhi di frutta, la pasta ed i formaggi”. L’Italia risulta all’avanguardia in questo percorso: il 7 giugno 2005 è scattato l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco; dal 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy per effetto dell’influenza aviaria; a partire dal 1 gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. All’inizio della legislatura peraltro, conclude la Coldiretti, era stata approvata all’unanimità dal Parlamento la Legge 3 febbraio 2011, n.4 – “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” che è rimasta però inapplicata perché mancano i decreti attuativi. (ANSA).

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