Carne di cavallo: continuano le segnalazioni in Europa

cavallo ppSi moltiplicano in Europa le segnalazioni di carne di cavallo impropriamente presente nei prodotti alimentari. E dopo le polpette svedesi, perché Ikea, il colosso dell’arredamento, ha annunciato di avere in effetti rinvenuto tracce equine nel suo piatto più conosciuto, tocca ora alle salsicce austriache importate dalla Russia. E mentre l’allarme sta superando gli argini dell’Ue, toccando intanto anche il Sudafrica che, intensificando i controlli, ha scovato hamburger con manzo mischiato a carne d’asino, bufalo e capra, gli agricoltori italiani cominciano a preoccuparsi che la truffa sulla carne equina non si trasformi in psicosi, pena un freno degli acquisti che in un momento di crisi come l’attuale si trasformerebbe in un disastro per gli allevatori e per l’intero sistema agroalimentare italiano. La paura a tavola, infatti, secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori), incide pesantemente sui consumi, perché di fronte ad un allarme alimentare il 45% degli italiani ammette di evitare per un certo periodo l’acquisto del cibo ‘nel mirino’. E se ancora non è misurabile l’effetto reale sui volumi di vendita, è già in atto un ‘effetto fuga’ indipendentemente dalla pericolosità del fenomeno. Anche perché il consumatore italiano mette al primo posto la garanzia della sicurezza alimentare nell’acquisto e, secondo un sondaggio Coldiretti-Swg, quasi 4 italiani su 10 (il 37%) ormai si sono abituati a verificare la provenienza del prodotto che mettono nel carrello. La richiesta è per tutti quella di introdurre anche per la carne equina la tracciabilità già utilizziata per i bovini dopo l’epidemia ‘mucca pazza’. E mentre dalla Ue si è registrata nei giorni scorsi una frenata in questa direzione, in Italia continua l’attività dei Nas, che stanno eseguendo gli esami sui campioni sequestrati nei giorni scorsi e che dopo le prime segnalazioni delle autorità ceche hanno fatto una verifica nella sede milanese di Ikea, ma senza effettuare prelievi. Intanto è lo stesso colosso svedese a dover fare dietrofront dopo l’annuncio di ieri dell’assenza di carne equina nei suoi prodotti e a comunicare che nelle polpette analizzate dal fornitore del gruppo, Dafgaard, è stata confermata la presenza di carne di cavallo in percentuali che secondo la stampa svedese andrebbero dall’1 al 10%. E mentre in Russia le autorità si stanno preparando a ritirare dal mercato una partita di salsicce probabilmente di origine austriaca, l’Austria ha deciso invece di distribuire ai senzatetto due tonnellate di salsicce di un produttore di Wolfsberg, che secondo l’etichetta erano state prodotte con carne di manzo e che in realtà contenevano tra il 18 e 27% di carne di cavallo, visto che non rappresentano alcun pericolo per l’uomo. (ANSA).

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