Carne di cavallo: terzo caso in Italia

lasagneAncora carne di cavallo presente, ma non dichiarata in etichetta, in prodotti alimentari. Dopo le lasagne prodotte nel bolognese e nel veronese, è la volta del ripieno della pasta fresca ‘Piemontesino al vitello’, prodotta da una azienda brianzola. Terzo riscontro positivo in Italia che ha portato anche al sequestro preventivo di 210 kg di carne di vitello e bovino adulto da parte dei Nas in aziende che forniscono la materia prima all’azienda di Usmate Brianza. Il nuovo riscontro è frutto delle analisi, che stanno continuando i questi giorni, dei circa 400 campioni prelevati dai Carabinieri della Salute da quando è scoppiato lo scandalo della carne di cavallo, e che ha appurato la positività di tre campioni: oltre a quello comunicato oggi dall’Istituto zooprofilattico di Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna di Brescia, di un campione prelevato in un ipermercato di Turate, provincia di Como, ci sono già anche due casi di carne equina ritrovata nel condimento delle lasagne. Si trattava delle ‘Lasagne all’emilianà, prodotte e confezionate da un’azienda di Sommacampagna, nel veronese, e delle ‘Lasagne alla Bolognese’ confezionate a San Giovanni in Persiceto (BO) con macinato di ditte del bresciano, che a loro volta avevano già portato al sequestro sanitario preventivo, per ulteriori controlli, di 6 tonnellate di macinato. Lo scandalo della carne equina al momento si configura come una serie di truffe commerciali ma non ci sono elementi, come ha ripetuto più volte il ministro della Salute, Renato Balduzzi, per lanciare “allarmi per la salute”. La sicurezza alimentare, insomma, sarebbe garantita, tanto che in alcuni Paesi Ue, come Austria e Francia, si sta valutando di donare a istituti di beneficenza le partite di prodotti che contengono carni ‘fuori etichetta’. In ogni caso, in attesa di decisioni sulla tracciabilità a livello europeo, il ministero sta lavorando a una ordinanza per rendere più stringenti i controlli sanitari sui cavalli, che potrebbe essere firmata già nei prossimi giorni. Si tratta di una nuova anagrafe degli equidi per tracciare la storia sanitaria dell’animale, attraverso la notifica di tutti gli esami sanitari effettuati sui cavalli, in particolare per evitare che esemplari prima impiegati per l’attività sportiva possano poi essere introdotti illecitamente nella catena alimentare umana.

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