Carne di cavallo: Ue, test anche per sostanze nocive. Un olandese il probabile responsabile

lasagne napoletaneOltre al test del Dna per verificare la presenza di carne di cavallo nei prodotti alimentari, l’Ue, nella riunione d’emergenza di ieri, ha deciso di compiere anche test sulla presenza dell’antinfiammatorio nocivo per la salute umana, il butene, trovato dalla Fsa in diverse carcasse di cavalli usciti dai macelli inglesi. “Il butene fa parte del piano d’azione Ue, e pagheremo per questi test”, ha ricordato il portavoce Ue Frederic Vincent. La questione sarà domani sul tavolo degli esperti Ue. “Abbiamo deciso due tipi di test, uno sul Dna e l’altro proprio sulla presenza di butene”, ha spiegato Vincent, ricordando che “niente impedisce agli stati membri, se trovassero carne di cavallo nei prodotti alimentari, di svolgere successivamente anche il test sul butene come già ha fatto l’autorità britannica Fsa”. Perché, ha aggiunto, “in effetti i due test possono essere condotti in parallelo, si vedrà la questione nella riunione di domani” del Comitato di esperti Ue per la sicurezza della catena alimentare. La presenza del butene nella carne equina, ha ricordato il portavoce, è comunque “un problema che conosciamo da anni, e lo stesso commissario Borg ieri ha detto che se il butene fosse entrato nella catena alimentare bisognerà vedere quali misure prendere”. Al momento, però, nei prodotti surgelati incriminati Londra non ha trovato tracce dell’antinfiammatorio nocivo, ma solo in carcasse uscite dai propri macelli e non ancora entrate nella catena alimentare inglese. Alcune di queste, però, ha avvertito Londra, sono state vendute alla Francia, dove invece potrebbero essere già entrate nel circuito alimentare. E sarebbe un imprenditore olandese che abita nelle vicinanze di Anversa, nel nord del Belgio, a essere “probabilmente la figura centrale nella rete di frode europea” sulle lasagne e i piatti preparati alla ‘carne di manzo’ sostituita in modo fraudolento con carne di cavallo. Lo scrive ‘Het laatste nieuws’, quotidiano popolare belga, secondo cui “la ditta di Jan F., 62 anni, avrebbe comperato 60 tonnellate di carne di cavallo in Romania, poi commercializzata illegalmente come carne di bue. E già lo scorso anno Jan F. è stato condannato in Olanda – scrive il quotidiano – per una frode analoga, poi liberato per buona condotta. Jan F., scrive il quotidiano belga, “é proprietario della ditta Draap Trading, situata a Breda in Olanda, ma registrata a Cipro. La ditta avrebbe, secondo dei media britannici, comperato 60 tonnellate di carne di cavallo presso un macello romeno, ‘trasformata’ successivamente sull’etichetta in ‘carne di bue’, e finita in piatti precotti in Gran Bretagna. Successivamente la falsa carne è apparsa anche in Olanda, Lussemburgo e Francia. Dove è stato cambiato il nome non è ancora chiaro”. Het laatste nieuws ricorda poi che, in base ai documenti legati al transito della carne che la Romania ha pubblicato ieri, il carico ha lasciato il macello con l’etichetta carne di cavallo. Draap Trading l’avrebbe poi conservata in uno frigorifero nella ditta Nemijtek situata a Breda.

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