Carnevale non conosce crisi e 150 milioni di euro se ne vanno in dolci

Alla vigilia di ‘martedi’ grasso’, un primo bilancio evidenzia che a crescere,oltre ai costumi, sono stati anche frappe, castagnole, frittelle ed altre specialita’ locali,ma questo non sembra aver scoraggiato piu’ di tanto gli italiani che di dolci tipici nel periodo carnevalesco ne consumano piu’ di 22 mila tonnellate, per una spesa che supera i 140 milioni di euro. A segnalarlo e’ la Cia per la quale, rispetto al costo delle materie prime (farina, latte, zucchero e uova) i listini al dettaglio registrano incrementi anche dell’800 per cento. Un chilo di frappe al consumo infatti arriva a costare, in media tra i 15 e i 20 euro,ma si possono raggiungere anche punte di 35-50 euro. Molto più economico il “fai da te”. Le frappe in questo caso, infatti, vengono a costare circa 5 euro.
Non è un caso quindi che tra le tendenze del carnevale 2010 ci sia un ritorno significativo di italiani ai fornelli per preparare personalmente le specialita’ tipiche: Berlingozzi e Cenci in Toscana, Cicerchiata in Abruzzo, Brugnolus e Orillettas in Sardegna, Galani in Veneto, Sfrappole in Emilia Romagna, Bugie in Liguria, Chiacchiere in Basilicata, Struffoli e Sanguinaccio in Campania, Crostoli in Friuli, Frappe e Castagnole nel Lazio, Pignolata in bianco e nero in Sicilia e Grostoi in Trentino

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