Carta Milano cresce, imprese tutelino ambiente

Galletti2“Ogni attività economica deve essere compatibile con l’ecosistema”. L’integrazione che il dicastero dell’Ambiente propone per la Carta di Milano implica “un cambio culturale epocale da parte degli imprenditori e dei cittadini: niente sarà più come prima”, spiega il ministro Gian Luca Galletti. I propositi della Carta di Milano, che è considerata la Costituzione dell’Expo, sono ambiziosi: fare in modo che quello al cibo diventi un “diritto umano fondamentale”. Ora, l’integrazione trasforma l’ambizione in qualcosa che sfiora l’utopia. Per questo, per ‘ancorarla a terra’, Galletti auspica che l’impegno coinvolga gli Stati che a fine anno si ritroveranno a Parigi alla Conferenza sul clima. La premessa è una constatazione di fatto: “Oggi – ha detto Galletti in una conferenza stampa all’Expo di Milano – gli scienziati ci dicono che se continuiamo con questo tipo di produzione, il surriscaldamento del pianeta porterà a degli sconvolgimenti: avremmo intere porzioni del pianeta desertificate, la produzione alimentare decrescerà e avremo emigrazioni molto forti”. Il “cambio epocale” proposto dall’integrazione alla Carta di Milano “vuol dire dimenticare lo stile di produzione che ha caratterizzato il Novecento – ha illustrato il ministro – e passare da un’economia lineare a un’economia circolare, che utilizza in maniera più efficiente le materie prime e ricicla”. Dovrebbero non solo firmarla, ma anche applicarla, gli industriali, gli imprenditori, gli artigiani. Ci sarebbe da rivoltare come un calzino il modo di produrre o di pensare la produzione. Ecco che, nelle intenzioni di Galletti, l’integrazione dovrà essere un “richiamo per tutti i Paesi del mondo a raggiungere questo obiettivo, nella prospettiva dell’appuntamento di Parigi 2015, quando tutti saremo chiamati a trovare un accordo per limitare le Co2 ed evitare il disastro”. L’integrazione di Galletti dà un contributo al lavoro del ministro alle politiche agricole Maurizio Martina, presidente del Tavolo di coordinamento per la redazione della Carta di Milano. Quello proposto dal ministro dell’Ambiente, è un “contributo di grande significato. Il tema della sostenibilità ambientale – ha detto Martina – è necessario anche per il diritto al cibo”. In attesa delle prime adesioni all’integrazione ‘ambientalista’, Martina ha tirato un primo bilancio della ‘sua’ Carta: “Oggi abbiamo superato le 200 mila firme che, in 20 giorni, non sono affatto un dato scontato”.(ANSA).

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