Caseifici di montagna, accolte le proposte. Si parte con credito e differenziazione

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I caseifici della montagna lo avevano richiesto e l’incontro unitario è avvenuto Confcooperative e Legacoop. Venerdì mattina a Castelnovo Monti le due centrali cooperative di riferimento dei caseifici a Reggio Emilia hanno incontrato in maniera congiunta le latterie dell’Appennino. Ed ecco le prime due grandi richieste su cui si inizia a lavorare dopo l’autoconvocazione del 14 settembre scorso. Prima di tutto, però, è stata anche l’occasione per discutere le nuove strategie del Programma triennale del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.
Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Formaggio Parmigiano-Reggiano, pur ribadendo i vincoli della Dop (e quindi l’impossibilità per il Consorzio di concentrare direttamente l’offerta commerciale), ha ribadito la “necessità di un coordinamento della filiera che ad oggi è totalmente frammentata”. Tra le ‘cose da rivedere’, anticipando l’incontro collegiale di lunedì 12 a Castelnovo Monti, spiccano “la revisione dello statuto, del disciplinare (ventilata ipotesi di soppressione del retinato), iniziative sulla produzione, la struttura consortile, la tipologia di marchiatura, le attività di laboratorio, la revisione delle sezioni a favore di una politica omogenea territoriale – superamento dei confini provinciali – e altro ancora… sino alla possibilità di intercettare, per il mondo rurale dei caseifici le risorse monetarie previste per la tutela dell’ambiente”.
Due i punti focali che hanno incontrato il consenso dell’assemblea montanara. Nardo Ferrarini, presidente del Caseificio sociale del Fornacione ha espresso – incontrando la condivisione dei presenti – “la necessità impellente di istituire un sistema per: a) agevolare e aumentare il credito ai caseifici; b) abbattere radicalmente i tassi di interesse; c) affiancare gli stessi caseifici – da parte delle centrali cooperative – di idonea assistenza finanziaria”. Questo perché accade sempre più spesso che i caseifici (che stagionano il formaggio a un anno e più) devono sempre più spesso anticipare il valore del latte conferito alle aziende associate.
Mentre Sergio Carapezzi (Selvapiana) è entrato nel merito delle proposte consortili e Gianni Pavarelli (Valestra) si è espresso a favore della soppressione del retinato “visto che non sono stati raggiunti gli obiettivi proposti quando si previde questa categoria” Marcello Chiesi (Cortogno) ha incassato un sì importante: “è giunto il momento di individuare una strada per la differenziazione del prodotto di montagna, purché di qualità”. Come? Ecco la proposta del Consorzio Conva: il Consorzio affiancherà un approfondimento legale e di commissioni dedicate per lo sviluppo del tema.
“E’ restando uniti e facendo la nostra parte, presto anche sul piano commerciale, che sapremo uscire da questa crisi che mai come ora attanaglia il mondo agricolo” ha commentato Martino Dolci (Caseificio del Parco) “questa unitarietà d’intenti che avevamo richiesto è utile all’intero sistema”. Soddisfazione per l’incontro dei responsabili del settore agricolo di Confcooperative e Legacoop, Alberto Lasagni e Luigi Tamburini e i rispettivi referenti di settore e zona, Bezzi e Fiorini. “Abbiamo intrapreso questa strada unitaria come risposta ai caseifici. Ora ci rimbocchiamo le maniche per conseguire questi due importanti obiettivi condivisi”.

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