Catania: in ddl un tetto ai campi cementificabili

“Abbiamo studiato le normative degli altri Paesi europei e recepito in questo ddl il sistema tedesco che prevede la fissazione a livello nazionale della estensione massima di terreno agricolo sottraibile alla sua destinazione”. E’ quanto spiega il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, illustrando in conferenza stampa con il premier Mario Monti le caratteristiche del ddl anti-cementificazione. “E’ un sistema – aggiunge Catania – che vincola l’ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente – attraverso la ripartizione tra le Regioni e quindi tra i Comuni – su tutto il territorio nazionale”. “Con questo ddl – prosegue Catania – si intende limitare il processo di cementificazione delle aree agricole e porre fine a un trend assai pericoloso per gli assetti idrogeologici, la filiera alimentare e, ovviamente, il paesaggio”.
“Per rendere comunque il sistema ancora più solido – aggiunge il ministro Catania – abbiamo previsto anche nel ddl di interdire i cambiamenti di destinazione d’uso per i terreni agricoli che abbiano ricevuto aiuti dalla Ue per i successivi cinque anni al recepimento dei sostegni”. Si abroga inoltre – conclude il ministro – la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità – consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – e siano invece destinati alla copertura delle spese correnti dell’Ente locale.

IL COMMENTO DI CONFEURO – L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Ddl anticemento “rappresenta un segnale incoraggiante per la salvaguardia del territorio destinato all’agricoltura; e inoltre rappresenta un deciso passo in avanti sulla strada di un sostanziale e auspicabile miglioramento della qualità della vita della persone”. Lo afferma il Presidente nazionale Confeuro Rocco Tiso. Nel testo – continua Tiso – si pone l’accento sulla valorizzazione delle aree agricole e sul contenimento del consumo del suolo, punti cardine anche per le posizioni dell’Europa, utili a vincolare l’estensione massima di terreno agricolo edificabile per renderlo omogeneo in tutto il territorio nazionale. Il disegno di legge – conclude Tiso – si configura nell’ottica di un futuro migliore per un’Italia più rispettosa delle ricchezze del proprio territorio, troppo spesso vessato e martoriato dalla cementificazione selvaggia delle lobby edilizie, nella maggior parte dei casi noncuranti dei vincoli legati a molte zone. Si potrà così porre un freno anche ai continui e pericolosi dissesti idrogeologici che ogni anno mettono a rischio molti campi agricoli”.

IL PARERE DELLA CIA – “E’ un provvedimento che va nella direzione giusta. Per questa ragione ribadiamo che siamo pronti a dare tutta la nostra collaborazione per una strategia capace di bloccare la cementificazione selvaggia, le speculazioni sulla terra tolta agli agricoltori, l’incuria e l’abbandono”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, a commento del disegno di legge “Valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo”, approvato oggi in Cdm. “E per rafforzare questa nostra azione – aggiunge Politi – daremo vita nelle prossime settimane a una serie di iniziative e manifestazioni in tutte le regioni per sensibilizzare società civile, istituzioni, forze politiche, sociali ed economiche sul tema prioritario del suolo e della sua effettiva salvaguardia”. “Da anni – conclude Politi – sosteniamo che serve una nuova legge per la ristrutturazione del territorio. C’é l’esigenza di più agricoltura e di accrescere la sua funzione. D’altra parte, proprio il settore primario a causa dell’incuria e della cementificazione ha subito pesanti contraccolpi. Il territorio é, quindi, da preservare e da consegnare alle generazioni future senza comprometterlo. Per tale motivo apprezziamo il ddl proposto dal ministro Catania”.

IL COMMENTO DI COLDIRETTI – “Il 46 per cento degli italiani è preoccupato che la produzione di cibo non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della popolazione e per questo l’84 per cento ritiene che si dovrà produrre più cibo in futuro ed è per questo che bisogna fermare l’erosione di terra fertile con buone norme”. Lo afferma il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, a proposito del ddl anticemento approvato oggi in Cdm. “Se in Italia va fermata la progressiva erosione di terra fertile, come previsto dal ddl, in Europa – aggiunge Marini – occorre investire sulla Politica agricola comune (Pac) dalla quale dipende molto del futuro del cibo, dell’ambiente, del paesaggio e della qualità della vita dei cittadini europei”. “L’Italia e l’Europa – prosegue Marini – non possono permettersi di rimanere senza cibo, che è tornato ad essere un fattore strategico di stabilità economica e sociale. Se oggi il problema non è ancora quello della insufficiente produzione di cibo, ma della difficoltà di accesso, nel prossimo futuro è presumibile che le difficoltà diventino quantitative soprattutto se non verrà mantenuto in Europa un sistema produttivo agricolo efficiente con la Politica agricola comune”. “La riforma – conclude Marini – deve dare una risposta agli agricoltori in termini di stabilità dei redditi di fronte alla volatilità provocata dalla speculazione e dagli eventi climatici, ma anche una risposta ai cittadini con una agricoltura sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale che sappia offrire cibo di qualità al giusto prezzo”.

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